Lungoparma - Il primo quotidiano online di Parma: Razionalizzazione società, meno spese più efficienza: ecco lo studio per raggiungere questo obiettivo Razionalizzazione società, meno spese più efficienza: ecco lo studio per raggiungere questo obiettivo ================================================================================ Redazione on 16 Luglio 2008 Questo il risultato dello studio affidato dal Comune alla Price Water House Coopers, e che viene presentato oggi in Commissione. Uno strumento attraverso il quale, ora, il Comune potrà razionalizzare e ottimizzare le società in cui ha una bassa partecipazione, quelle considerate non più strategiche oppure ritenute altamente importanti ma soggette a criticità, come ad esempio perdite o costi eccessivi per la loro amministrazione. Il sindaco Vignali ricorda come questo processo, di razionalizzazione ed efficientamento dei costi della politica, è in continuità con quanto già fatto nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale: “Abbiamo anticipato i contenuti della Finanziaria 2008, che dà 18 mesi di tempo per individuare le partecipazioni societarie da dismettere in quanto non coerenti alle finalità istituzionali, e abbiamo incrementato in modo virtuoso la diminuzione del numero e dei compensi, per gli amministratori, previsti dalla circolare Lanzillotta”. Sono stati infatti ridotti a tre (il limite massimo è cinque) i componenti nelle società partecipate interamente dal Comune e, inoltre, come aggiunge il sindaco “sono stati introdotti criteri di trasparenza nella selezione delle nomine, oltre a introdurre il vincolo dei due mandati e del doppio incarico”. Lo studio della società inglese, che nelle sue linee generali rimane un’indicazione e non rappresenta nulla di vincolante, avrà però un suo primo effetto già nel Consiglio comunale del 23 luglio, quando sarà discussa la delibera per la dismissione del 100% di Amnu, ex municipalizzata della nettezza urbana sostituita nella gestione dei servizi da Enìa, e che possiede unicamente proprietà immobiliari. Quattro i criteri indicati dal Comune alla Price Water House Coopers per la razionalizzazione: dismissione delle società per cui si riscontri una bassa coerenza della mission con le finalità del Comune (anticipando di fatto i contenuti della Finanziaria 2008), eliminare la sovrapposizione di società, integrare le società per ambiti omogenei e, infine, razionalizzare i costi. Tutto questo consentirà di ottenere benefici, per la cittadinanza, in termini di miglioramento della gestione del patrimonio pubblico, della qualità di servizio e della promozione e sviluppo del territorio. Per raggiungere questo obiettivo la società inglese ha valutato il livello di partecipazione da parte del Comune, le loro perdite e i loro guadagni, la coerenza con le finalità dell’ente e la disponibilità di informazioni a supporto della governance. I risultati dicono che il Comune ha un forte controllo sul 44% delle partecipate e basso sul 26%. Che il 22% delle partecipate genera guadagni mentre il 26 perdite. Infine che c’è una bassa coerenza per sei partecipate. Combinando obiettivi e risultati la Price Water House Coopers ha previsto due fasi: la prima, che riduce le partecipate da 28 a 22, indica la vendita di sei società non coerenti con la mission del Comune, così come richiede la Finanziaria 2008. Si tratta di Ascaa (10,7%) e Amnu (100%), sostituite da tempo da Enìa, quindi la Soprip (2,4%), l’Autocisa (0,5%), Teta (3,2%) e Parmalimentare (1,6%). Una seconda fase prevederebbe un’ulteriore riduzione a 16 società, attraverso la formazione di una holding per la trasformazione del territorio in cui confluiscono le quote, appartenenti al Comune, di sette società (le quattro Stu, Casadesso, Parmabitare e Spip) creando così un unico Cda che, come tutte le altre partecipate interamente dal Comune, verrebbe formato da tre componenti. Risultato: razionalizzazione dei costi e migliori sinergie fra società che intervengono sul territorio. Oltre a queste fasi ce ne potrebbe essere una terza con la fusione fra It City e Infomobility. Gli effetti di questa razionalizzazione, oltre a migliorare le sinergie fra le società e quindi garantire efficienza operativa, sono di natura economica. La dismissione delle sei società porterebbe infatti nelle casse comunali ad un ricavo stimato fra i 7,4 e i dieci milioni di euro, con una riduzione dei costi di governance di 320mila euro e una diminuzione delle perdite. La creazione della holding per la trasformazione del territorio comporterebbe benefici economico-finanziari, derivanti soprattutto dalla semplificazione dell’assetto societario. Potenzialmente si riducono fortemente il numero di amministratori e consiglieri ottenendo un risparmio stimato del 70/80% (circa 450mila euro). Inoltre si ridurrebbero, del 30%, i costi di amministrazione generale (oggi pari a 1,9 milioni), verrebbe migliorata la gestione finanziaria del gruppo, bilanciando i flussi di cassa tra le diverse società, e sarebbe ridotto il carico fiscale. In questo ultimo caso, a titolo esemplificativo, nel 2007 si sarebbero risparmiati 350mila euro.