Recuperati 34 pozzi idrici ad uso non potabile: consentiranno di ridurre lo spreco di risorse idriche ed economiche
Nell’ambito del programma di interventi di valorizzazione e tutela delle acque, la Giunta ha approvato la lista degli interventi preliminari sui pozzi non utilizzati presenti sul territorio del Comune di Parma.
Sono infatti 34 i pozzi, ad uso non potabile, presenti sul territorio comunale, dei quali 28 segnalati dal Servizio Tecnico competente della Regione Emilia-Romagna. Queste risorse idriche sono state caratterizzate, attraverso sopralluoghi tecnici, e suddivisi in tre categorie: pozzi non più utilizzabili, che saranno cementati e per i quali verrà chiusa la concessione di derivazione d’acqua pubblica; pozzi insistenti su aree private o ad utilizzo privato, per i quali deve essere definita la titolarità della concessione di derivazione d’acqua pubblica; infine pozzi in uso al Comune di Parma per irrigazione e per i quali si stanno valutando le potenzialità per un utilizzo aggiuntivo, come ad esempio il lavaggio stradale, l’antincendio, l’alimentazione di fontane pubbliche, evitando il ricorso all’acquedotto e lo spreco di risorse idriche ed economiche.
“Nel corso delle indagini sui 34 pozzi complessivi – spiega l’assessore all’Ambiente Cristina Sassi – si è data la priorità ai pozzi individuati nel Parco Eridania, in quanto l’impianto di irrigazione e le vasche ornamentali del parco sono attualmente alimentate dall’acquedotto cittadino. La spesa prevista per i primi interventi è stimata in 55.000 euro, attraverso i quali sarà possibile ottenere considerevoli benefici in termine di risparmio di risorse idriche ed economiche. Per i restanti pozzi sono in corso ulteriori valutazioni e ricerche per stabilire quale può essere l’utilizzo definitivo, quali possono essere dismessi o trasferiti ai privati subentrati alla proprietà comunale. Desidero ringraziare la Protezione civile – conclude la Sassi – attraverso la quale è stato possibile il censimento dei pozzi”.
Sono infatti 34 i pozzi, ad uso non potabile, presenti sul territorio comunale, dei quali 28 segnalati dal Servizio Tecnico competente della Regione Emilia-Romagna. Queste risorse idriche sono state caratterizzate, attraverso sopralluoghi tecnici, e suddivisi in tre categorie: pozzi non più utilizzabili, che saranno cementati e per i quali verrà chiusa la concessione di derivazione d’acqua pubblica; pozzi insistenti su aree private o ad utilizzo privato, per i quali deve essere definita la titolarità della concessione di derivazione d’acqua pubblica; infine pozzi in uso al Comune di Parma per irrigazione e per i quali si stanno valutando le potenzialità per un utilizzo aggiuntivo, come ad esempio il lavaggio stradale, l’antincendio, l’alimentazione di fontane pubbliche, evitando il ricorso all’acquedotto e lo spreco di risorse idriche ed economiche.
“Nel corso delle indagini sui 34 pozzi complessivi – spiega l’assessore all’Ambiente Cristina Sassi – si è data la priorità ai pozzi individuati nel Parco Eridania, in quanto l’impianto di irrigazione e le vasche ornamentali del parco sono attualmente alimentate dall’acquedotto cittadino. La spesa prevista per i primi interventi è stimata in 55.000 euro, attraverso i quali sarà possibile ottenere considerevoli benefici in termine di risparmio di risorse idriche ed economiche. Per i restanti pozzi sono in corso ulteriori valutazioni e ricerche per stabilire quale può essere l’utilizzo definitivo, quali possono essere dismessi o trasferiti ai privati subentrati alla proprietà comunale. Desidero ringraziare la Protezione civile – conclude la Sassi – attraverso la quale è stato possibile il censimento dei pozzi”.
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