Lungoparma - Il primo quotidiano online di Parma: Confartigianato Imprese: eletto il nuovo Consiglio esecutivo Confartigianato Imprese: eletto il nuovo Consiglio esecutivo ================================================================================ Redazione on 18 Luglio 2008 Confartigianato conclude le elezioni facendo il punto sulla situazione economica locale e nazionale confrontandosi con le istituzioni del territorio. È stato questo l’obiettivo dell’incontro «Eliminare le zavorre e migliorare le infrastrutture per rilanciare lo sviluppo delle micro e piccole imprese», la parte pubblica dell’assemblea generale dei delegati che si è svolta giovedì 17 luglio, all’Hotel Parma & Congressi. Durante l’incontro Marco Granelli, presidente uscente, ha fatto il punto sui principali problemi che attanagliano le micro, piccole e medie imprese sia a livello nazionale che locale. Al termine dell’assemblea generale dell’associazione sono iniziate le operazioni di voto che si sono concluse venerdì 18, con la chiusura delle urne. Dopo lo spoglio, Confartigianato annuncia il nuovo consiglio esecutivo che è composto da: Marco Granelli, Leonardo Cassinelli, Enrico Bricca, Rossano Negri, Giovanni Rossi, Aldo Toscani, Maurizio Dodi, Roberto Sassi. Paolo Cavagna, Michele Ziveri e Mirto Miglioli. Sette i confermati del vecchio consiglio e quattro i volti nuovi: Sassi, Cavagna, Ziveri e Miglioli. Il complesso iter per il rinnovo delle cariche di Confartigianato è partito alcuni mesi fa ed ha portato ad avere nuovi rappresentanti sul territorio: i presidenti ed i delegati dei comitati comunali e intercomunali e i presidenti e delegati delle 12 federazioni di categoria che assieme compongono il consiglio provinciale. Ora, il nuovo consiglio esecutivo, eletto dal consiglio provinciale, avrà 15 giorni per eleggere il nuovo presidente e due vicepresidenti (di cui uno vicario). La nuova dirigenza rimarrà in carica quattro anni, ovvero fino all’estate 2012. Tanti i temi affrontati durante l’assemblea di giovedì alla quale sono intervenuti anche Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio e Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma e numerosi rappresentanti delle associazioni delle categorie economiche parmigiane. Granelli ha posto l’accento in particolare sui principali problemi delle MPI, ovvero micro e piccole imprese. In primis l’esigenza di una maggiore semplificazione: «Siamo il paese a più alto tasso burocratico, alle micro imprese tutto questo costa 11,4 miliardi l’anno in oneri certificatori, ritardi, duplicazioni. Noi vorremmo solo fare gli imprenditori, non dover impiegare in media 90 giorni per sbrigare le pratiche burocratiche». Granelli si è poi soffermato sul problema del debito pubblico, dell’evasione fiscale e soprattutto sulla situazione del parmense. Infrastrutture, mobilità sostegno ai giovani e alle neo imprese, formazione ed esigenza di maggiore dialogo fra le istituzioni, associazioni, enti, sindacati. «In questi giorni di grandi competizioni a livello globale – ha dichiarato il presidente uscente - è necessario fare squadra, trovare sinergie: questo è il modo per raggiungere traguardi condivisi a tutto vantaggio dell’economia del nostro territorio – ha concluso Granelli». L’associazione ha voluto, inoltre, aggiornare lo statuto a sessant’anni dalla sua prima formulazione, proprio prima della fase di rinnovo delle cariche. Anche nella più recente versione è rimasto essenzialmente fedele ai principi enunciati in quello di sessant’anni fa. Il consiglio provinciale di Confartigianato ha apportato alcune modifiche al vecchio testo. In primo luogo è cambiato il nome che diventa Confartigianato Imprese Apla di Parma: da una lato è stato scelto un brand molto noto e facilmente identificabile, in particolare a livello nazionale, dall’altro lato si è voluto mantenere un esplicito riferimento alle radici, utilizzando ancora Apla, acronimo di Associazione Provinciale Liberi Artigiani. L’altra grossa novità introdotta riguarda la riorganizzazione delle categorie in 12 federazioni. Questa scelta è motivata dalla necessità di uniformarsi allo schema di Confartigianato nazionale ma non solo. L’obiettivo è quello di facilitare i rapporti tra i vari responsabili locali di federazione provinciale con i loro omologhi del nazionale. Con la nuova impostazione organizzativa delle categorie, aumenta il numero dei delegati in consiglio provinciale. Questa scelta è stata fatta per favorire la presenza di coloro che svolgono nuove attività o professioni difficilmente catalogabili o riconducibili a vecchie e superate classificazioni.