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Lodo Alfano. Soliani: "Condannato dalla Piazza di Atene non da Piazza Navona"

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Intervento al Senato della parlamentare del PD Albertina Soliani:  "Non  da  piazza  Navona  il  lodo  Alfano  è  stato messo sotto accusa, ma dall’antica  piazza di Atene, ben più temibile, perché lì il giudizio della storia  è già stato pronunciato. Nell’Atene di Pericle non sarebbe accaduto ciò che sta accadendo nella democrazia del nostro Paese". Così la senatrice del  Partito  Democratico  Albertina Soliani interviene in Senato nel corso della discussione generale sul Lodo Alfano.

"Il  principio  di uguaglianza - continua Soliani - oggi così come ai tempi di  Pericle, non scaturisce da null’altro che da un’idea di comunità: siamo insieme,  diversi  nella  vita,  uguali  di  fronte  alla  legge. Che cos’è l’immunità, se non il contrario della comunità? Come può un Presidente del Consiglio sottrarsi alla legge senza sottrarsi per ciò stesso alla comunità che la legge – la Costituzione – 'costituisce'? Come può separarsi da essa, mettersi  al  riparo  senza  sentirsi ed essere percepito come un estraneo?

Segno  drammatico  della  separazione della classe politica dal popolo, che del  resto la stessa legge elettorale voluta da questa medesima maggioranza ha  codificato. Così muore la democrazia, trionfa l’oligarchia, i cittadini non sono più uguali, non sono più sovrani".

In  Berlusconi,  secondo Soliani, "permane un’insicurezza, una debolezza di fondo,  la  paura  di  fronte  alla  legge  e  ai  magistrati  che  debbono rispettarla  e  farla  rispettare in nome del popolo italiano. E perciò, di fretta, come un ladro di notte, egli mette al riparo se stesso non servendo le  istituzioni  ma  servendosi di esse, dopo aver anche tentato di gettare nel  caos  migliaia  di  processi  nel  Paese,  usando la sua maggioranza e facendosi scudo di essa. Che si tramuta, come vide bene Toqueville 200 anni fa,  in tirannia, strumento nelle mani di Berlusconi per fare tutto ciò che vuole,  piegare  la  giustizia,  svuotare  il Parlamento. Così si compie un disegno  più  vasto, non nuovo, iniziato con la P2. Questo è lo stato delle cose in Italia, oggi".

"E'  semplicemente il senso della nazione, e oggi diciamo della unità della nazione,  è  il  senso  dello  Stato  di  diritto che si deve difendere. E’ l’Italia  dei  più,  non  dei  pochi.  E’  la  democrazia. Tutto il resto - conclude Soliani - viene di conseguenza".
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