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La cooperazione allo sviluppo come risorsa

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...per gli studenti del territorio: incontri che vogliono offrire l’opportunità di confrontarsi apertamente e in modo diretto su temi di cultura europea e di cooperazione internazionale.
Alla giornata di oggi, che si è tenuta nella Sala Borri di Palazzo Giordani, hanno partecipato le classi dell’Istituto tecnico commerciale Melloni e della Scuola per l’Europa.
La cooperazione decentrata l’argomento dell’incontro, introdotto dall’assessore alle Politiche scolastiche e alle Relazioni internazionali Gabriele Ferrari. “Il tema della cooperazione è uno dei più affascinanti anche per i giovani, perché la rete Nord-Sud, e la possibilità di mettersi al servizio di altre realtà, che spesso hanno da insegnare molto alla cultura del cosiddetto primo mondo, sono molto importanti”, ha detto Ferrari, che ha ricordato il lavoro del Tavolo provinciale per la cooperazione internazionale. “Per occuparsi di cooperazione internazionale – ha aggiunto - è sicuramente  necessaria una fortissima  motivazione: serve una specifica preparazione, e serve anche un aggiornamento continuo e assiduo e un occhio attento a tutto quello che succede nel mondo: occorre saper leggere in tempo reale le situazioni che cambiano”
Numerosi gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata. Giacomo Truffelli di Kuminda ha trattato la questione dell’inserimento del volontario come passo necessario per capire le tematiche della cooperazione, mentre Patrizia Farolini, presidente di Cefa di Bologna, ha parlato della sua esperienza di volontaria in loco. Inoltre ha portato la sua testimonianza  Federico Pirola, studente del corso in cooperazione allo sviluppo dell’Università di Parma, che ha raccontato la sua esperienza in Tanzania. In collegamento dal Guatemala è intervenuta Sofia Bergonzani, presidente dell’associazione Muoversi non Commuoversi, impegnata in loco in progetti di cooperazione allo sviluppo. L’intervento ha suscitato molta curiosità tra i ragazzi presenti che hanno rivolto alla volontaria numerose domande sulla sua scelta di vita nell’ambito della cooperazione internazionale e sulle difficoltà nell’operare concretamente nella realtà locale.
Centrale è stato il tema della formazione dei volontari: la scelta di operare nell’ambito della cooperazione allo sviluppo non può infatti prescindere da una formazione specifica e da un’introduzione graduale nella cultura del paese ospitante le missioni.

Il secondo incontro di Assaggi d’Europa è uno degli eventi collaterali della mostra “3 Sguardi Africani”, organizzata e promossa dall’associazione Muoversi non Commuoversi di Parma in collaborazione con la onlus Cefa di Bologna e l’Assessorato alle Relazioni internazionali e Cooperazione decentrata. La mostra è in corso a Palazzo Giordani fino al 9 ottobre.
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