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Fidenza: Turandot trionfa al teatro Magnani

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E’ stato un trionfo ieri sera il debutto, al Teatro Magnani, di “Turandot” - una produzione del Comune di Fidenza, del Gruppo di promozione musicale “Tullio Marchetti” e dell’Associazione culturale “Rino Viani” di Carpi - con la quale Fidenza celebra la ricorrenza pucciniana.

Un teatro gremito e un pubblico entusiasta hanno coronato la prima rappresentazione storica sul palco del Magnani dell’opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, e hanno confermato, ancora una volta, come le produzioni fidentine siano divenute un modello esportabile e di qualità.

La scelta coraggiosa di mettere in scena un’opera meravigliosa, ma complessa, che porta inevitabilmente alla mente gli eccezionali talenti che la interpretarono in passato è stata premiata dal successo e dal consenso che l’allestimento ha riscosso su tutti i fronti.

La scenografia, semplice e lineare, si è rivelata di grande impatto emotivo: la scalinata di fronte alla pagoda stagliava voci e sentimenti contro un cielo dove immagini e colori si fondevano con l’azione, amplificandone il pathos. Variopinti ma eleganti, gli splendidi costumi realizzati da Artemio Cabassi hanno creato una magica atmosfera da fiaba orientale con stoffe, velluti e veli che sembravano usciti da una preziosa miniatura, mentre i ricercati copricapi sfavillavano come diamanti riflettendo mille colori. L’abile regia di Paolo Panizza ha plasmato una “Turandot” intimista, libera dagli eccessi scenografici della tradizione, dove una plasticità palpabile ha reso vivi i sentimenti contrastanti che rendono quest’opera unica.

“Turandot” è stata rappresentata in edizione integrale, ma dopo la morte di Liù (metà del terzo atto) il sipario si è chiuso per alcuni istanti a sottolineare la fine dell’opera scritta da Puccini (scomparso prima di terminarla) e l’inizio del finale completato da Franco Alfano.

Eccellente la performance dei cantanti, applauditi a scena aperta dal pubblico. Cristina Piperno è stata accolta dal calore del pubblico per la notevole interpretazione del difficile ruolo della principessa Turandot. Francesco Medda, che ha dato vita a un passionale principe Calaf, è stato acclamato dal pubblico con una vera e propria ovazione nella celebre romanza “Nessun dorma” all’inizio del terzo atto. Toccante l’interpretazione di Alice Quintavalla nelle vesti della sfortunata Liù, la cui vibrante e passionale estensione vocale ha conquistato il plauso del pubblico nel primo atto. Eccellenti tutti gli altri cantanti: Luciano Miotto, Romolo Tisano e Stefano Osbat (nel ruolo di Ping, Pong e Pang), Vincenzo Di Nocera (Imperatore Altoum), Pietro Simone (Timur), il fidentino Romano Franceschetto (Mandarino).

L’Orchestra Filarmonica del Teatro Magnani e i cori: Coro dell’Opera di Parma (diretto dal maestro Emiliano Esposito) e Coro di Voci Bianche della Corale Verdi di Parma (diretto dal maestro Beniamina Carretta) sono stati magistralmente diretti dal maestro fidentino Pietro Mianiti.

L’allestimento fidentino, dopo la replica di domenica 13 aprile alle ore 17.30, sarà rappresentata al Teatro Comunale di Carpi il 17 e il 19 aprile, dove l’opera non andrà in scena in versione integrale ma, come fece il maestro Arturo Toscanini nella prima rappresentazione al Teatro La Scala di Milano nel 1926, si concluderà con la morte di Liù.
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