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Acqua, ecco il piano che serve

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L' acqua è sempre l'acqua: quella che per Talete da Mileto era il principio e il fondamento (arkhé) di tutte le cose. Quella che tutti conoscono attingendola, quando c' è, dalle sorgenti, dai pozzi, dalle fontane, dai rubinetti, o dalle bottiglie. L’acqua è di tutti e per questo la sua qualità e un uso più sobrio, più intelligente, più previdente è oggi un problema comune, anche a Parma. A dare risposte ad una delle questioni più complesse...

... ci prova il Piano provinciale delle acque, importante strumento di pianificazione per la salvaguardia delle risorsa idrica che, dopo più di diciotto anni, andrà a regolamentare nel nostro territorio il governo e la gestione di una risorsa tanto fondamentale quanto limitata.
Dopo il via libera ottenuto dal Consiglio che ieri ha approvato le controdeduzioni, oggi in Provincia il presidente Vincenzo Bernazzoli insieme all’assessore Giancarlo Castellani e al dirigente del servizio Ambiente Gabriele Alifraco hanno illustrato gli interventi. Presente il capogruppo Giuseppe Bertocchi.
“ L’acqua è un tema primario non solo perché critico a livello mondiale, ma perché non lascia indenne il nostro territorio da problemi legati alla carenza e alla qualità che non è adeguata a quella delle nostre produzioni – ha spiegato Bernazzoli – Si tratta di due situazioni critiche su cui è necessario intervenire. Lo abbiamo fatto come Provincia fornendo indicazioni utili e risposte concrete attraverso il Piano provinciale delle acque. Lo abbiamo costruito con un grande lavoro di partecipazione, trasparente, che ha permesso a tutti di fare la propria parte e di arrivare ad una decisione condivisa”.
Il Piano come ha spiegato il presidente della Provincia parte dai problemi e detta indirizzi e azioni in molti ambiti a cominciare da quello educativo per affermare una cultura del risparmio. Ma anche per il sistema economico e in particolare per le industrie in modo da incentivare il riuso della risorsa idrica. E in agricoltura perché si adottino  nuove tecniche di irrigazione e vengano effettuati interventi sui canali per contenere le perdite. Azioni di captazione sui torrenti Taro e Ceno, che si vogliono di nuovo balneabili, un “pescaggio” in superficie che permetterà di migliorare la qualità dell’acqua in pianura dove il problema dei nitrati è molto forte. Interventi di depurazione con la realizzazione di 7 nuove dorsali fognarie in tutto il territorio e per immagazzinare l’acqua con la creazione di 15 nuovi bacini.
“Il Piano permetterà di avviare investimenti significativi, 400milioni di euro – ha detto Bernazzoli - Crediamo importante perseguire questi obiettivi perché è per noi fondamentale garantire la qualità del nostro territorio.
Le risorse per avviare gli investimenti verranno in gran parte dalle tariffe, come vuole la legge, e consentiranno di risolvere problemi. Già a breve è convocata l’assemblea dei sindaci che esaminerà le prime questioni. Proprio ad Ato spetta infatti declinare gli interventi ad uno ad uno indicando anche le risorse necessarie che per il primo quinquennio saranno nell’ordine dei 180ml di euro.
“Il servizio ambiente della Provincia ha dedicato molte risorse umane alla realizzazione di questo piano, in continuo confronto con i portati di interesse del territorio – ha commentato Castellani sottolineando alcuni interventi – Il tema depurativo e fognario è particolarmente importante. Oggi abbiamo una serie di piccoli depurati, ma la filosofia  con cui abbiamo lavorato è quella di realizzare vere proprie dorsali con impianti che possano davvero migliorare le acque in uscita. Altro elemento di valore è la realizzazione dei bacini: 15 invasi per un totale di 21 milioni di metri cubi di acqua, un quantitativo che ci consentirà di pareggiare il deficit. Il primo a partire sarà quello di Medesano il cui progetto è attualmente al vaglio della Regione”.
All’interno del Piano sono contenute anche azioni “storiche”.
“Dopo 20anni siamo riusciti a mettere insieme Salsomaggiore e Fidenza, un impianto di depurazione all’avanguardia del valore di 3,5 ml di euro che permetterà di ottenere grandi risultati, fra cui la produzione di biogas – ha ricordato Alifraco – Il piano è stato costruito su basi scientifiche e tiene conto degli scenari. Risponde alle sfide climatiche a cui è soggetto anche il nostro territorio e dà indicazioni ambientali serie, che sono state oggetto di riflessioni in un recente convegno dell’Università. Il Piano risponde non solo al tema della qualità e quantità dell’acqua ma anche a questioni legate alla difesa del suolo in particolare per quanto riguarda il ricarico delle falde”.
Lo strumento di programmazione interviene in modo specifico anche sul tema dello spreco, valutato nel Parmense con un valore medio del 30%. Si procederà con la realizzazione di una serie di serbatoi in montagna, oltre ad interventi specifici di rifacimento della rete.
Con l’approvazione da parte del Consiglio delle controdeduzioni, si è formalizzato un decisivo passo verso la definitiva approvazione del Piano che avverrà a seguito della presa d’atto (Intesa) da parte della Regione Emilia-Romagna, prevista per l’autunno di quest’anno.
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