Tragredia di Monchio: dolore, incredulità e sgomento
Un trattore simile a quello ribaltatosi ieri
Cordoglio, sgomento ed un forte senso di incredulità avvolgono tutto il paese di Palanzano, e non solo, per la tragica vicenda che ha colpito la famiglia Agnesini verso mezzogiorno di ieri. Una giornata che doveva essere un momento di festa e di allegria da trascorrere alle pendici del monte Vairo nel giorno di riposo del papà, si è trasformata in tragedia per la famiglia e per tutto il paese dove Giovanni Agnesini è ben conosciuto in quanto proprietario del forno della piccola cittadina. Migliorano le condizioni di Agnesini e della figlia maggiore, Elena, ricoverati al Maggiore.
I rilievi e le indagini ora affidate al pm Vincenzo Picciotti cercheranno di dare una spiegazione all'incidente e, se possibile, un senso a questa triste vicenda; ma a tutte le persone che conoscevano o frequentavano la famiglia Agnesini, non resta che ricordare la piccola Robertina, una bimba di soli cinque anni, piena di vita e di tanta voglia di giocare e Antonella che pur di crescere e godere delle sue bimbe aveva rinunciato al lavoro e si era dedicata completamente alle sue adorate e preziose creature; la ricordano ora Gloria Cortesi e la sua bimba Chiara, unica coscritta di Roberta: insieme frequentavano la scuola materna di Palanzano. Le suore Piccole Figlie che gestiscono l'asilo situato proprio nel centro della cittadina, ricordano la piccola Robertina come una bimba bella e vivace, sempre pronta a sorridere alla vita così come la mamma Antonella che s'illuminava quando all'uscita dell'asilo Roberta le stringeva affettuosamente le braccia al collo prima di condividere con lei ed i suoi amichetti un momento di gioco cui mamma Antonella era sempre pronta. L'amica Gloria ricorda che il sogno di questa piccola vita spezzata era quello di fare la bagnina e per questo insieme a Chiara si trovavano spesso in piscina a giocare. Anche mamma Antonella appoggiava le speranze e i giochi della sua bimba che così piccola già pensava ad un lavoro di aiuto e di generosità verso gli altri. Ora non resta che il ricordo e quell'immenso dolore che ha spezzato i cuori di papà Giovanni e della sorellina Elena di soli 8 anni, ricoverata al maggiore per una frattura alla gamba, anche a lei dovrà essere spiegato perchè la sorellina non sarà a casa ad aspettarla e nemmeno esiste una logica nel fatto che una piccola vita possa essere stroncata in modo così tragico e “beffardo”: il lunedì' mattina il forno di famiglia è chiuso ed era quindi una giornata di festa e di svago, un momento in cui ci si trovava tutti insieme a giocare e a godere della meraviglia di una corsa per i prati. Una famiglia esemplare, che sapeva godere delle cose semplici, questi sono i commenti che rimbombano nelle stradine di Vecciatica, alle pendici del Monte Vairo, paese di origine di papà Giovanni, e di Palanzano, dove la famiglia vive e conduce il Forno Val Cedra. Sul luogo della disgrazia è accorso anche il parroco di Palanzano, Don Pietro Montali, che con la voce rotta dalla commozione ha in poche parole fotografato la situazione emotiva di papà Giovanni: “In questo momento ha perso tutto”. Il parroco ricorda Antonella come una persona molto devota e con una profonda sensibilità per i valori religiosi.Vota questo articolo
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