Anche De Marco promette risarcimenti. Cgil preoccupata per i lavoratori del Century Hotel
Dopo Matteo Cambi e Simona Vecchi, ieri a far visita alla pm Lucia Russo è stato il turno di Gianluca Maruccio De Marco. Per il patrigno di Cambi è stato, come previsto, un interrogatorio fiume, nel quale ha ammesso tutte le sue responsabilità nel crac Guru. De Marco, come aveva fatto in precedenza anche la Vecchi, si è dichiarato disponibile a restituire tutto il denaro ai creditori. De Marco ha fatto il suo ingresso in Procura alle 9:45 di ieri, coprendosi il volto, come è di consueto in questi casi, per sfuggire ai fotografi e all'occhio delle telecamere.
Poco dopo l'ha raggiunto il suo avvocato difensore, Mario Bonati. Dodici ore di interrogatorio nelle quali il patrigno di Cambi ha confessato praticamente tutto, spiegando nei dettagli come veniva creato e gestito il fatturato “in nero” della Guru. De Marco sarebbe stato l'artefice della preparazione delle buste che venivano intascate da lui stesso, da Simona Vecchi e da Cambi. Sembra che De Marco e la sua compagna abbiano ancora a disposizione sui propri conti correnti il denaro necessario ai risarcimenti, oltre ad alcuni beni di famiglia che i due possiedono da prima dell'era Guru. Terminato l'interrogatorio, Bonati, il difensore di De Marco, non si è pronunciato sul giudizio immediato richiesto dalla pm Russo.
Alberto Bertora, esponente dell'omonimo studio di avvocati ed in passato responsabile della stesura del contratto d'affitto della Guru, si dissocia dalle critiche che si sono scatenate attorno a Cambi e alla sua famiglia: «Perseguire i reati è corretto e doveroso – ha dichiarato Bertora ad un quotidiano locale - ma verso la sorte di queste persone mi pare che ci sia stato un accanimento particolare. Un punto da sottolineare è che Cambi e soci, avendo capito che non sarebbero riusciti a mandare avanti il businnes, avevano trovato una via d'uscita per l'azienda nell'interesse dei creditori».
Durante gli interrogatori di questa ultima intensa settimana è stata fatta chiarezza sulla struttura di tutto il mondo Guru. Il marchio della margherita è stato trascinato nel baratro dal fallimento di tre società: la “Jam Session Holding”, la “Jam Session Retail” e la “Jam Session srl”. Ma esistono molte altre realtà che ruotano attorno all'azienda parmigiana. La “Jam Session Holding” è costituita al 40% dalla “Mc Estate” (il cui responsabile è Matteo Cambi), il restante 60% è spartito in parti uguali tra la “Daitonauto” di De Marco e la “Sv Estate” della Vecchi. Inoltre la “Jam Session Holding” è proprietaria in toto di altre 12 società, e dell'80% della “Jam Session” in Spagna. Queste 13 società sono dislocate in tutta Europa (Spagna, Belgio, Olanda, Germania e Ungheria, oltre che a Parma e a Bologna) e si occupavano soprattutto della vendita dei prodotti Guru nei negozi.
Alla “Jam Session Holding” facevano capo altre 7 società, delle quali 2 sono fallite. Il futuro delle società superstiti sarà deciso dal curatore fallimentare. Tre sono le ipotesi: fare proseguire il lavoro alle aziende, liquidarle oppure dichiararle fallite.
(Nicolò Fochi)
Intanto in una nota giunta in redazione la Cgil esprime preoccupazione per i lavoratori dell'Hotel Century, di proprietà dello stesso De Marco, a seguito del sequestro conservativo dell'albergo.Ecco il testo integrale del comunicato: "La Filcams Cgil e i lavoratori dell’Hotel Century di Parma ( Albergo Moderno sas) esprimono profonda preoccupazione per la situazione di difficoltà operativa in cui si trova l’attività a seguito del sequestro conservativo disposto sull’albergo , quale bene appartenente ad uno dei proprietari della “Guru” , sequestro che sembra stia bloccando anche l’ordinaria amministrazione . Ad oggi infatti i lavoratori non hanno alcun referente che risponda dell’attività d’impresa.
Ora che è parzialmente risolto l’immediato futuro occupazionale dei dipendenti della Jam Session auspichiamo che si faccia chiarezza al più presto su questa situazione , che rischia di mettere a repentaglio per l’ennesima volta posti di lavoro e continuità produttiva in aziende del nostro territorio con ottime prospettive commerciali".



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