Emmanuel: "Mi hanno puntato la pistola alla tempia"
Emmanuel Bonsu, il 22enne ghanese aggredito lunedì sera dalla polizia municipale di Parma, prova a dare la sua versione dei fatti: "Mi stavo incamminando verso la mia scuola in anticipo, verso le 18,20. Sono entrato nel parco “Falcone e Borsellino” alle 18,25. Ho sentito una voce dietro di me. Poi qualcuno ha cercato di afferrarmi le mani gridandomi di fermarmi. C'erano altre due persone con l'aggressore. Ho pensato che fossero una banda, ed ho iniziato a correre spaventato. Uno di loro aveva una pistola. Mi hanno preso, buttato per terra, messo un piede in faccia, e puntato la pistola alla tempia".
Emmanuel prosegue nel suo racconto non risparmiando alcun particolare: "Mi hanno chiesto i documenti. Io ho risposto che li avevo dimenticati a casa. A questo punto mi hanno portato verso la loro macchina, dove mi hanno picchiato ed insultato. Mi hanno fatto spogliare, per vedere se avevo qualcosa addosso. Poi mi hanno chiesto di firmare dei documenti. Io mi sono rifiutato, perchè prima volevo chiamare mio padre, per essere più sicuro. Ma loro, picchiandomi, mi hanno costretto a firmare. Alla fine hanno preso una busta, ci hanno messo dentro le mie cose, e ci hanno scritto sopra il mio nome, sbagliandolo. Hanno scritto “Emanuel”, con una sola m. Questa è la dimostrazione che la busta non è mia, come loro sostengono".Gli agenti forse lo possono avere scambiato per un pusher. A loro Emmanuel risponde: "Mi hanno interrogato, e dicono di avere i filmati di quello che stavo facendo. Bene, li invito a visionarli, così scopriranno che io con la droga non c'entro niente".



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