Sant'Ilario, Vignali: "Troviamo dentro di noi le forze per superare la crisi"
Municipio gremito questa mattina per la tradizionale consegna dei “Premi Sant'Ilario”, appuntamento giunto ormai alla 22ª edizione. A fare gli onori di casa, il presidente del Consiglio Comunale Elvio Ubaldi che, dopo i saluti di rito, ha passato la parola al sindaco Pietro Vignali. Il primo cittadino nel suo discorso ha toccato vari temi, iniziando dal generale momento di crisi e spronando la città a reagire alle ultime difficoltà economiche:
"Tutti insieme abbiamo il dovere di dare un messaggio altamente positivo, un'esortazione a non cedere alla crisi, trovando anzi dentro di noi le forze per contrastarla e superarla". "Per riuscirci - ha suggerito il sindaco - dobbiamo evitare che la recessione si trasformi in una grande depressione, e dobbiamo riportare l’attenzione sui valori etici fondanti l’economia dello sviluppo e la nostra convivenza. Se faremo questo, non solo invertiremo la tendenza che tutti temono, ma riusciremo a trasformare la crisi in un’occasione per costruire un sistema territoriale più solido».
Questa la ricetta anti-crisi di Vignali: «In ogni città è racchiuso quel concentrato di ricchezze materiali e immateriali che può ridare una spinta competitiva al sistema. Un plusvalore fatto di tradizioni, di convivenza civile e di capacità produttiva che oggi va prima rafforzato e poi rilanciato, con tre azioni: la prima è l’investimento nelle “funzioni alte” del sistema, quelle con elevato valore aggiunto. Mi riferisco alla ricerca, alla logistica, e a tutto ciò che attiene alla cosiddetta economia immateriale e della conoscenza. La seconda opzione – ha proseguito il primo cittadino - è l’aumento della relazionalità esterna. È primaria oggi la necessità di definire il posizionamento di Parma rispetto a uno scenario sempre più vasto. La terza opzione è la salvaguardia del livello di coesione sociale che abbiamo raggiunto. La tutto questo non basta. Parma infatti deve certamente puntare sulle tante e riconosciute eccellenze, ma a partire da esse deve anche immaginare l'inserimento di nuove polarità, che garantiscano una crescita qualitativa e quantitativa. Né tradizionalismo nostalgico, né innovazione indiscriminata. L’obiettivo è quello di “innovare in continuità”, partendo dai caratteri storici del nostro territorio (l’agroalimentare, la cultura e la tradizione di socialità diffusa) senza cullarci sulla loro attuale robustezza, anzi innescando un’evoluzione verso gli ambiti potenzialmente più dinamici della società della conoscenza».
Inevitabile poi non toccare lo scottante tema legato al “caso Bonsu”, che lo scorso anno ha gettato ombre su tutta la città di Parma: «E' stato un episodio che mi ha profondamente scosso. Innanzitutto perché ha coinvolto un nostro giovane concittadino in un episodio davvero spiacevole. In secondo luogo perché ha rischiato di gettare discredito sulla nostra città, in cui l’integrazione è un fatto quotidiano, e poi perché ha rischiato di screditare l’Amministrazione nel suo impegno per la maggiore sicurezza dei cittadini. Noi dobbiamo respingere con fermezza qualsiasi generalizzazione - ha sostenuto con fermezza Vignali - Questo episodio rappresenta un fatto molto grave, ma isolato. Un fatto che non si cancella, ma che non cancella neppure la coerenza e il valore di ciò che stiamo facendo per la città. Un fatto che non deve essere utilizzato in modo strumentale per demonizzare un percorso istituzionale nato a Parma e sottoscritto da decine di sindaci di ogni colore politico, proprio perché unisce la sicurezza con l’integrazione».
Il primo cittadino in seguito ha espresso tutta la sua preoccupazione verso i giovani ed il loro atteggiamento sempre più povero di valori: «Avverto con urgenza il bisogno di dare maggiore attenzione soprattutto agli adolescenti, che sono oggi stretti tra lo svuotamento delle istituzioni educative e la difficoltà in cui si dibattono le famiglie. Oggi purtroppo la trasgressione tipica dell’adolescenza non viene vissuta come un momento fisiologico e di crescita. Ma diventa una trasgressione opportunista, edonista e autodistruttiva. Lo si vede in fenomeni come il bullismo, il vandalismo, l’uso dell’alcol e delle droghe. Da parte nostra stiamo rafforzando l’offerta di nuovi luoghi di socializzazione e di espressione dei talenti. Ma quello che possono fare le istituzioni da sole è poca cosa, e a questo proposito voglio ringraziare quanti si impegnano per i nostri giovani: il vasto mondo dell’associazionismo e dell’associazionismo sportivo in particolare, che ci aiuta a coltivare i valori di condivisione e di lealtà, ci aiuta a risvegliare nei ragazzi una passione sana per il divertimento, l’amicizia, e per l’agonismo virtuoso. Vedete, io credo che il nostro compito di educatori debba essere quello di travolgere i nostri ragazzi con le passioni positive, come lo sport, e con la forza dei valori».
Ma è la famiglia, per il sindaco, a rappresentare il valore più importante: «La famiglia per noi è la vera protagonista della società. Ma oltre alla famiglia – ha precisato Vignali - voglio citare almeno altri due valori che reputo centrali nella nostra idea di civismo: il bene comune e il concetto responsabilità, due valori che sono fortemente legati tra loro. Perché la responsabilità è l’atteggiamento capace di far coincidere il bene personale con il bene di tutti. Questo è un passaggio fondamentale che intendiamo percorrere per recuperare alla Politica quel ruolo che sembra aver perduto, quella capacità cioè di essere autonoma e di decidere nell’interesse di tutti».
In conclusione, ecco l'invito del sindaco: «Bisogna guardare avanti, senza paura. Abbiamo il dovere di sperare, di guardare al domani con fiducia. Perché sperare significa impegnarsi a migliorare, negare le giustificazioni che ci spingono al fatalismo, all’idea che tutto ciò che accade, accade per cause più forti di noi. Oggi più che mai, mentre il mondo sembra cedere di fronte alle difficoltà, e tutto sembra destinato a mutare in modo traumatico, proprio ora ci appare con evidenza che nessuna crisi può distruggere il passato. E che niente può crescere senza radici. Ciò significa che nessuna ricchezza economica, nessuno sviluppo può avvenire senza valori comuni, senza continuità rispetto alla propria identità».
Parole che hanno strappato l'ovazione dei presenti in sala, tutti in piedi ad applaudire a lungo. Si è passati poi al piatto forte della giornata: la consegna delle medaglie d'oro della Città di Parma, attribuite – come ha precisato Elvio Ubaldi – in rigoroso ordine alfabetico.
I PREMIATI
Ad aprire le danze Roberto Delsignore, medico e docente dell'Università di Parma, premiato per aver accresciuto con il suo lavoro il prestigio della città nel campo della medicina, e per aver contribuito al buon nome dell'Ateneo.
E' toccato poi al parmigiano Giancarlo Dondi, presidente della Federazione Italiana Rugby dal 1996, capace di portare il mondo della palla ovale italiana nell'élite europea.
Grande soddisfazione anche per l'Istituto La Salle dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che da oltre 170 assicura l'educazione a tanti giovani parmigiani ispirandosi ai valori cristiani.
Bisognerebbe aprire un capitolo a parte invece per Laura “Mirka” Polizzi, storica partigiana che in tutta la sua vita si è impegnata per difendere i diritti fondamentali dell'uomo. La Polizzi, dopo aver ricevuto un lungo e significativo applauso, commossa ha ringraziato il sindaco: «Devo dire grazie soprattutto a lui se mi è stato assegnato questo premio. E' un riconoscimento significativo, rivolto non tanto alla mia persona, ma a quello che rappresento: la resistenza e l'antifascismo».
La quinta e ultima medaglia è stata assegnata a Marco Rosi, fondatore del marchio Parmacotto ed imprenditore capace di esportare l'eccellenza, il buon gusto e la raffinatezza, qualità che contraddistinguono Parma anche oltre i confini nazionali.
Si è passati poi alla consegna degli attestati di Civica Benemerenza: all'associazione Anffas (che dal 1967 assicura con straordinario amore e costanza la tutela dei diritti e dei bisogni delle persone con disabilità) al podista Paolo Bucci, (per portare lungo le strade di tutto il mondo i vessilli della città ducale, trasmettendo principi di tenacia e perseveranza a tutti i popoli), all'associazione “Figli in cielo”, (per l’alto valore dell’opera di speranza e sostegno che con spirito volontario assicura a tutti coloro che hanno perso un figlio), all'organizzazione “Parma per gli altri”, (per aver testimoniato nel mondo la solidarietà che anima Parma nell’aiuto verso i Paesi in via di sviluppo), all’Unione sportiva Audace, (in considerazione dell’importante significato aggregativo, sociale ed educativo che grazie alla disciplina sportiva assicura a migliaia di giovani) ed alla Famiglia Volta (come esempio di altruismo e concreta solidarietà verso le comunità dei Paesi del Terzo mondo, ai quali i Volta hanno dedicato la loro vita nel nome della giustizia e dell’aiuto missionario).
Nicolò Fochi




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