Riapre la scalinata della Ghiaia. Polemica della Lega Nord
E' di nuovo accessibile Viene la scalinata che collega piazza Ghiaia a via Mazzini. Questa di fatto è la prima opera della nuova Ghiaia, il ripristino di un collegamento storico, che permette ai commercianti e ai residenti della piazza di essere un po’ meno isolati, dopo che in questi mesi a fare da passaggio obbligato è stata la scalinata di borgo Paggeria. Proprio per questo, cioè per garantire più passaggio nella piazza oggi chiusa per lavori, la ditta incaricata dei lavori, dietro richiesta dei commercianti e del Comune, ...
... ha concentrato i propri sforzi nella realizzazione della scalinata. Scalinata che, in parte, recupera la vecchia e originaria opera di Luigi Bettoli, figlio di Nicolò, e in particolare i suoi gradoni che sono stati riposizionati dopo essere stati risistemati e puliti.
A cambiare è la larghezza, quattro metri, dovuta alla necessità di liberare dal cemento il ponte romano, aprire la visuale da San Quirino alla Pilotta e permettere il nuovo collegamento pedonale fra Ghiaia e via Romganosi.
Da un lato la scala è attaccata al muro degli esercizi di via Mazzini mentre, dall’altra, è chiusa da una balaustra, che sarà ripresa anche come parapetto di tutto il perimetro della piazza a protezione di via Mariotti e di via Mazzini.
La forma della scala, la scansione dei gradini e dei pianerottoli è identica alla vecchia. Inoltre sono stati recuperati, lavorati e nuovamente posati i bancali in granito massiccio della vecchia scala ed i colonnotti cilindrici terminali, che verranno risistemati alle estremità del parapetto e lungo il bordo superiore.
Al di sotto della scala il progetto prevede una nuova scala che servirà il futuro accesso, dal livello del ponte romano, allo spazio ricreativo del meno uno, di circa 400 metri quadri, voluto dalla Amministrazione comunale.
Il lavoro ha avuto il via libera dalla Soprintendenza.
“Piazza Ghiaia, luogo di incontro, di discussione e di commercio – dice il sindaco Pietro Vignali - Questa la ratio del progetto, che vuole mantenere saldo l’attaccamento dei parmigiani e immutato il riconoscimento di una tradizione popolare. La riqualificazione vuole stare al passo con i tempi dell’evoluzione del commercio, ma senza perdere la natura mercatale, anzi incentivandola con la presenza del bisettimanale. Tutto questo ha comportato sacrifici a noi amministratori, che abbiamo faticato per approvare il progetto, ai residenti e ai commercianti che sono in grande sofferenza. Questa scalinata è un primo passo importante. Il prossimo sarà l’apertura della piazza. Chiaro che è un cantiere complesso e che crea disagi. Per questo ho incontrato anche ieri i commercianti, per venire incontro alle loro richieste e per cercare di diminuire i loro problemi”.
“Ringrazio la ditta – dice il vicesindaco Paolo Buzzi – per avere fatto il possibile per ultimare nel minor tempo una scalinata necessaria per una prima fruibilità della Ghiaia. Continueremo a lavorare sodo per rispettare i tempi. Questo nonostante il maltempo e altri piccoli problemi, come alcuni ritrovamenti archeologici, che in questi mesi hanno ritardato il cantiere”.
Ora, con la riapertura del collegamento Mazzini-Ghiaia, è possibile riavviare l’iter per la riqualificazione e la valorizzazione della scalinata di borgo Paggeria.
LA POLEMICA DELLA LEGA NORD
Ecco il testo del comunicato stampa della Lega Nord, firmato dal segretario cittadino Andrea Zorandi: "Ieri mattina è stato inaugurato lo scalone della nuova Ghiaia con notevole ritardo rispetto alle previsioni dell’Amministrazione che, anche per quanto concerne i lavori di ristrutturazione della Ghiaia, sta mostrando le proprie inquietanti lacune e i propri limiti. A parte il progetto di recupero dello storico mercato incastonato nel cuore di Parma, in relazione al quale la Lega ha sempre mostrato molto scetticismo, ora, constatando il troppo lento stato di avanzamento dei lavori, ci sentiamo di interpretare lo stato di disagio, oltre che la preoccupazione di tutti gli operatori commerciali del mercato più antico e significativo di Parma, i quali hanno dinanzi a loro un futuro molto incerto considerando anche il costante ristagno del loro volume di vendite ridotto da tempo ai minimi termini. Inoltre, risulterebbe che agli stessi operatori non siano stati concessi quegli sgravi e quelle facilitazioni sui mutui come in un primo tempo era stato loro promesso dell’Amministrazione. Ancora una volta la megalomania di questa Amministrazione che intende realizzare un gigante con la gambe di argilla, sta creando enormi problemi alla città che invece avrebbe bisogno di progetti meno faraonici ma più concreti, ma soprattutto concepiti in base alle reali attese e ai problemi della gente.
Il progetto Ghiaia come l’attuale che porterà alla realizzazione di un complesso completamente avulso dall’arredo urbano esistente, non solo stona dal punto di vista estetico, ma senza alcun dubbio creerà grossi problemi sia agli operatori commerciali che ai frequentatori del mercato abituati a recarsi in Ghiaia per fare acquisti, ma anche ad incontrarsi in una delle parti più caratteristiche della città. Ciò porterà indubbiamente ad un’inevitabile perdita di quella identità culturale che è sempre stata la caratteristica di una città come la nostra che ha fatto della dimensione umana una delle sue più importanti doti e una peculiarità fino a pochi anni fa riconosciutale da tutti. Per non parlare di quei dissennati scavi - conclude Zorandi - e di quelle inquietanti trivellazioni che potrebbero, se non lo hanno già fatto, minare la solidità di quegli edifici che si affacciano su piazza Ghiaia per la realizzazione di quei sotterranei che ospiterebbero, in un ibrido e innaturale connubio, mercato e garages per auto creando uno stridente contrasto anche dal punto di vista igienico e ecologico. Un altro problema che ci preme sottolineare riguarda la nuova viabilità di via Imbriani che, a causa dei lavori di ristrutturazione della parte terminale della strada che sbuca in via D’Azeglio, penalizzerebbe il Convento dell’Annunziata e soprattutto la Mensa di Padre Lino in quanto coloro ( privati cittadini) abituati da tempo a portare generi alimentari alla Mensa sarebbero impediti nel farlo a causa delle nuove restrizioni circa la viabilità in zona".




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