Lungoparma - Il primo quotidiano online di Parma: Pacchetto anticrisi, il modello Parma al Censis. Il bilancio dei risultati a giugno 2009 Pacchetto anticrisi, il modello Parma al Censis. Il bilancio dei risultati a giugno 2009 ================================================================================ Redazione on 30 Giugno 2009 Il dibattito ha affrontato tre modelli di pacchetti anticrisi, quello regionale del Lazio, quello provinciale di Viterbo e quello comunale di Parma, dimostrazione di “un concreto operare del federalismo, i germi di quella assunzione di responsabilità che costituisce l’ingrediente base per la ricetta federalistica del Paese”. E proprio di responsabilità Vignali ha parlato quando ha detto che “noi non ci siamo sottratti. Abbiamo investito risorse dirette, ma dall’altra abbiamo anche innescato la partecipazione degli altri soggetti del territorio, assumendo un ruolo di governance”. “Attraverso questo pacchetto di iniziative noi abbiamo raggiunto e aiutato, in modi e quantità diverse a seconda delle necessità, più di 4500 famiglie. Inoltre, interventi come la sospensione dei mutui, secondo gli stessi istituti, hanno liberato milioni di euro per i consumi”. “Certo – ha poi continuato - questi provvedimenti possono arginare alcune situazioni, evitare che si acutizzino. Non sono però interventi risolutivi. Ma credo che evidenzino molto bene il profondo cambiamento del ruolo degli enti locali rispetto allo sviluppo economico e al sistema dei servizi dei territori”. Circa il pacchetto Vignali ha parlato di dinamicità e flessibilità dimostrata dalle Amministrazioni. Nel giro di due mesi abbiamo messo in piedi risposte anche innovative, come il voucher per vari servizi, senza bisogno di attendere passaggi normativi, decreti attuativi ecc… Questo credo debba far riflettere sulla capacità di dare risposte concrete e puntuali da parte di enti vicini ai cittadini. “Dall’altra parte – ha continuato il sindaco - proprio questi enti possiedono oggi pochissime leve dirette e devono fare i salti mortali tra competenze che non hanno, altre che condividono talvolta con la provincia (formazione), talvolta con la regione (sanità) e talvolta con lo Stato. È una situazione di estrema confusione”. Quindi Vignali ha ricordato i punti fondamentali del pacchetto: il sostegno al credito e al reddito, coinvolgendo 8 istituti bancari per alleggerire il peso dei mutui, il sostegno al consumo e dell’accesso ai servizi comunali, per il quale abbiamo coinvolto le catene della grande distribuzione e le associazioni dei commercianti, emettendo buoni spesa per cassaintegrati, licenziati e pensionati, l’accesso ai Servizi, con voucher spendibili per alcune categorie di servizi erogati dal Comune. Quindi l’accordo siglato con 16 strutture sanitarie private della città per consentire la riduzione delle tariffe sanitarie, di cui fino ad oggi hanno usufruito più di 1500 persone, il sostegno all’edilizia e all’economia confermando l’avvio tempestivo di tutti i principali cantieri previsti in bilancio: “Molte di queste misure richiedono un ruolo di governance, altri investimenti diretto del Comune per un totale di circa un milione di euro”. Prima di queste considerazioni Vignali aveva fatto il punto sulla crisi del territorio ricordando che Parma è sì al primo posto in Italia per occupati, ma anche che nei primi 5 mesi del 2009 abbiamo registrato 3.047 (+55,8%) nuovi iscritti alle liste di immediata di disponibilità al lavoro (Did), mentre la Cassa integrazione è salita del +247,7% nell’ultimo trimestre 2008 e nel primo trimestre 2009: “Il momento della verità sarà settembre, quando vedremo quanta cassa integrazione si trasformerà in disoccupazione vera”. Vignali ha poi fatto il punto sul federalismo: “La situazione che si è creata è molto critica. Da una parte, infatti, sono aumentate le competenze e i servizi che gli enti locali devono garantire in autonomia ai cittadini, quindi la spesa a cui gli enti locali devono far fronte. Ma al tempo stesso viene sempre più mortificata la loro autonomia fiscale, diminuendo le loro entrate proprie e dunque accrescendo la loro dipendenza dalle finanze dello Stato, che a sua volta continua a diminuire e a dilazionare nel tempo i trasferimenti”. Critici sulla mancanza di una vera riforma federalista anche il presidente del Censis Giuseppe De Rita e il direttore generale del Censis Giuseppe Roma. Il primo ha detto che ci possono essere Comuni come Parma che si “dannano l’anima e che reagiscono prontamente per trovare soluzioni, ma questo non è federalismo. E’ semmai – ha continuato De Rita – l’assunzione di una responsabilità individuale che non nasce dal federalismo ma dalla società, cioè dal basso”. Roma ha aggiunto che l’aspettativa del cittadino nei confronti del Comune è cambiata, ma gli enti locali non hanno ancora le leve per poter agire in autonomia: “E’ da troppo tempo che si attende un vero federalismo”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo che ha ribadito come siano 17 anni che “inseguiamo un vuoto politico attaccandoci al buon governo del territorio. Dal 1992 viviamo una crisi istituzionale, così si chiede a chi governa di sostituire chi ha il compito della visione globale, cioè la politica. Mi ha colpito molto – ha poi concluso Marrazzo – quanto ha detto Vignali sulla sussidiarietà, strumento necessario per la politica del futuro e metodo virtuoso per il protagonismo della società. Questo concetto va aldilà dei confini fra appartenenze politiche”. Misufe previste e riscontri al 22 giugno 2009 Aiutare concretamente chi entrava nella spirale del disagio o chi vedeva acuirsi la precarietà di vita e sostenere il rilancio della nostra economia. Erano questi i due grandi obiettivi del “pacchetto misure anticrisi” varato a gennaio dall’Amministrazione comunale. Ecco in sintesi i principali interventi e risultati ottenuti, aggiornati al 22 giugno scorso. RESTITUIRE LIQUIDITA’ A CITTADINI E AIUTARE LE IMPRESE LOCALI Sviluppare le misure anticrisi lungo quattro direttrici. La prima direttrice ha riguardato il credito e il reddito, per garantire liquidità ai cittadini e alle piccole medie imprese maggiormente esposte sul fronte del credito. Grazie ad accordi con partner istituzionali quali la Fondazione Cariparma, più altri nove istituti di credito, fra questi Cariparma – Crédit Agricole, si concretizzano due macro interventi: sospendere il pagamento della quota capitale di mutui fino a 12 mesi, per i privati come per le piccole medie imprese, e anticipare valuta per pensionati e lavoratori in cassa integrazione. Ad oggi oltre 100 parmigiani si sono avvalsi della possibilità alleggerire il proprio mutuo prima casa. Una seconda direttrice d’interventi ha riguardato il sostegno all’economia, facendo sì quelle opere pubbliche già approvate e finanziate potessero aprire da subito i cantieri. Al tempo stesso si sono dati incentivi per oneri e procedure edilizie, con conseguente rateizzazione di oneri di urbanizzazione e contributi, per l’avvio e il completamento di interventi urbanistici. LA FIDUCIA PUO’ RIPARTIRE DAI CONSUMI Sostenere le persone rimaste indietro e le persone più in difficoltà è anche uno degli obiettivi di mandato dell’Amministrazione comunale. Anche per questo un terzo grande capitolo d’intervento ha riguardato il sostegno al consumo e al bisogno, a cominciare dai generi alimentari o dai prodotti di consumo quotidiano. Sono 430 le persone tra disoccupati, lavoratori in mobilità, cassintegrati e pensionati a basso reddito che si sono visti assegnare buoni spesa spendibili nei negozi di vicinato per un valore complessivo di 40 euro mensili. Ancora, grazie all’opera di moral suasion operata dal Comune di Parma, quattro catene della grande distribuzione praticano oggi sconti e promozioni a oltre mille persone che si presentano alle casse con l’attestato rilasciato dal Comune di Parma e ben 1022 parmigiani possono fare la spesa a prezzi ridotti nei supermercati che hanno aderito all’iniziativa comunale. ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI La quarta direttrice d’intervento riguarda il sostegno per l’accesso ai servizi, ovvero servizi comunali, sanità e rateizzazione bollette. In virtù di un accordo con Enìa è possibile dilazionare in tre rate a tasso zero il pagamento delle bollette fino a tutto dicembre 2009. In accordo e collaborazione con la sanità pubblica anche 17 strutture sanitarie private hanno dato il loro contributo garantendo prestazioni sanitarie a tariffe scontate fino al 30%. Sono 201 le persone che potranno pagare l’asilo nido, la mensa scolastica o l’abbonamento all’autobus grazie ai voucher servizi del valore di 70 euro ciascuno: in questo caso ne beneficiano nuclei monogenitoriali e disoccupati, lavoratori in mobilità, cassintegrati che hanno partecipato al primo bando. INFORMARE I CITTADINI 1159 cittadini (al 22 giugno scorso) hanno richiesto informazioni sulle misure anticrisi telefonicamente o recandosi agli sportelli informativi comunali. Al tempo stesso il Comune di Parma ha inviato, alle categorie target, oltre 6300 lettere personalizzate con inviti a ritirare buoni spesa e voucher, ovvero informando sui bandi per ottenere. La scelta di comunicare in modo diretto ai cittadini ha consentito di risparmiare costose campagne affissioni o spot televisivi, limitando la comunicazione esterna ai comunicati stampa e un sito web dedicato che ha già superato i 1500 visitatori e le 12mila pagine visitate. ANCORA APERTO IL SECONDO BANDO Il secondo dei quattro bandi previsti per il 2009 si è aperto lo scorso 16 giugno: le domande vanno presentate entro il 18 luglio prossimo. Un secondo bando che evidenzia come le misure anticrisi del Comune stiano effettivamente arrivando alle persone in difficoltà: nei soli primi 6 giorni di apertura del bando ben 114 persone si sono recate al Duc per presentare la domanda, dieci in più rispetto al totale del primo bando.