Lungoparma - Il primo quotidiano online di Parma: Unimac Gherri di Montecchio in crisi: a Parma 18 dipendenti rischiano il posto Unimac Gherri di Montecchio in crisi: a Parma 18 dipendenti rischiano il posto ================================================================================ Redazione on 20 Novembre 2009 "L’adesione allo sciopero stata totale -prosegue la nota sindacale -. Le lavoratrici ed i lavoratori hanno voluto così esprimere il loro dissenso rispetto alle azioni intraprese dall’azienda nella gestione della crisi e per chiedere chiarezza riguardo a ciò che quest’ultima intende fare per garantire l’occupazione e per concordare soluzioni in grado di dare risposte concrete ad una situazione divenuta insostenibile. Al presidio ha partecipato ed è intervenuto anche il Sindaco di Montecchio Emilia, Paolo Colli, esprimendo piena solidarietà ai lavoratori in lotta. Il Sindaco, dopo aver ascoltato le loro ragioni dei dipendenti Unimac Gherri e quelle dei rappresentanti sindacali, si è altresì impegnato a riconvocare al più presto il tavolo istituzionale di crisi affinché si possa addivenire ad una soluzione positiva della vicenda. Infatti, la società Unimac-Gherri S.r.l., dopo aver annunciato la chiusura entro la fine dell’anno dell’unità produttiva di Parma (18 dipendenti) per accentrare tutte le attività sulla sede di Montecchio Emilia (20 dipendenti), dal mese di luglio ha collocato in cassa integrazione ordinaria i lavoratori della sede di Parma. Ad agosto ha avviato formalmente una procedura di cassa integrazione straordinaria, senza poi darvi seguito ed oggi colloca in cassa integrazione ordinaria anche parte dei lavoratori di Montecchio. In tutto questo arco di tempo si sono susseguiti una serie d’incontri tra OO.SS. ed azienda e sono stati convocati tavoli istituzionali (regionali, provinciali e comunali) ma senza essere mai riusciti ad individuare una soluzione, anche in termini di prospettive, per tutti i lavoratori dell’azienda. Nei giorni scorsi, c’è stato l’ennesimo rifiuto dell’azienda a ragionare di contratto di solidarietà, piuttosto che di cassa integrazione a rotazione o di mobilità esclusivamente su base volontaria. Infine, l’annuncio dell’azienda che dalla settimana prossima non ci sarà più alcun ordine da evadere".