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"Questione Tardini": il Pd attacca, Buzzi replica e i Boys ironizzano

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La "questione Tardini" è sbarcata ieri in Consiglio comunale. Dopo le dichiarazioni del vice sindaco Buzzi relative allo costruzione di un nuovo stadio a Moletolo, il gruppo del Pd ha parlato di "una fuga in avanti che danneggia le possibilità di Parma di ospitare gli Europei 2016". L'accusa è chiara: "Il vice sindaco, nel silenzio del sindaco e in assenza di una qualsiasi decisione anche solo preliminare della Giunta o del Consiglio, proclama che lo stadio di calcio si sposta a Moletolo! .... poche settimane fa il Consiglio comunale ha votato all'unanimità un documento che, candidando Parma ad ospitare gli Europei 2016, richiamava sinteticamente un progetto presentato dal Parma calcio e prevedeva un intervento sullo stadio Tardini per renderlo conforme ai requisiti Uefa, senza ipotizzare un nuovo stadio". Secondo il Pd, che si dice pronto ad un confronto serio sul tema, le parole di Buzzi potrebbero vanificare la candidatura per l'incertezza che ne scaturisce".

La replica del vice sindaco Buzzi

In merito all’intervento del gruppo Pd del Comune sullo stadio, il vicesindaco Paolo Buzzi afferma quanto segue: “Come si fa ad aprire un confronto serio con chi ogni giorno insinua, distorce, travisa ogni cosa che viene detta o fatta? Anche sullo stadio il Pd tenta di innescare, sul nulla, una polemica tutta politica all’insegna della disinformazione.

La mia posizione sull’argomento emersa in un dibattito televisivo, non è un annuncio, ma un ragionamento fatto insieme ad altri interlocutori.

Nonostante questo è stata netta e chiara: di nuovo stadio si può parlare solo e unicamente dopo:

1) Che il Parma Calcio abbia manifestato il bisogno di una struttura nuova.

2) Che la stessa società, lo Stato o altri, ma non il Comune si assuma l’onere di coprire le spese. Aspetto necessario  perchè l’area resti uno spazio pubblico verde per i parmigiani.

3) Si sia avviato un confronto vero con la città che non sono solo i tifosi, ma anche per esempio i residenti della zona e tanti altri soggetti in città dal momento che il Tardini, come è già stato ricordato, non è solo un impianto sportivo che crea anche disagi ai residenti, ma un luogo dell’identità della città.

Da parte dell’amministrazione, pertanto, non c’è alcuna volontà di spostare il Tardini, tanto più che l’unica decisione ufficiale presa da Giunta e Consiglio comunale (su proposta della Maggioranza) è stata recentemente quella di riqualificarlo.

Questo è quanto è stato detto durante il dibattito in questione.

L’ipotesi di altre localizzazioni, come potrebbe essere Moletolo, è appunto un’ipotesi tra le diverse che un amministratore serio ha il dovere civico di valutare e di cui sentirsi libero di dibattere senza che diventi oggetto di strumentalizzazione politica da parte di chi da 10 anni non ha una proposta seria da sottoporre alla città”.


Sul dibattito sullo stadio Tardini sviluppatosi in questi giorni, intervengono Massimo Alinovi, presidente del quartiere Cittadella, e Mirella Casoni, presidente del quartiere Lubiana. “Quella di spostare lo stadio è una delle proposte lanciate dalla consulta sul Tardini del nostro quartiere, guidata da Massimiliano Bonu. – afferma Alinovi - I parmigiani che abitano nelle vicinanze dello stadio si rivolgono quasi quotidianamente al quartiere per le problematiche legate alle partite. Si tratta principalmente di problemi di ordine pubblico, di sicurezza e di mobilità  che potrebbero essere risolti con uno spostamento dello stadio”.  Mirella Casoni, ribadisce quindi come “la vicinanza del Tardini crei disagi a quanti abitano in questa zona della città. Durante le partite bisogna fare i conti con consistenti aumenti del traffico, parcheggio selvaggio, vandalismi e problemi di sicurezza non indifferenti, specialmente quando arrivano in città le tifoserie più “calde”. Parecchi cittadini ci chiedono lo spostamento dello stadio in periferia”.

 

L'intervento dei Boys 1977: Tardini a Parma. Buzzi a Moletolo

Di seguito il comunicatro stampa con cui i Boys 1977 commentano le parole del vice sindaco:

"Dopo aver letto di un tragico addio al celibato, dove un tipo è morto soffocato durante uno spettacolo di lap dance, pensi di averle sentite tutte. Poi arriva Buzzi. Se non lo sai te lo diciamo noi: è il vicesindaco di Parma. Senti senti: lui farebbe un nuovo stadio per il Parma Calcio a Moletolo. No no, non è uno scherzo, è vero. Cioè: l'ha detto davvero. A Moletolo, magari come lo stadio del rugby, sfrattato dalla città con la scusa dell'Efsa. Un impianto definito "indegno, vergognoso, umiliante" dal presidente del Federazione Italiana Rugby.
Traslocare il più grande luogo d'aggregazione parmigiana in periferia, per risolvere drasticamente il problema dei parcheggi, dell'ordine pubblico, e dei disagi ai residenti, racconta il Buzzi. Ma allora bisognerebbe trasferire tutto in periferia, fino a cementificare tutta la campagna (cosa che per altro si sta già facendo...). Magari si potrebbe portare anche il Duomo e il Battistero a Moletolo, o a Baganzola (...), così i turisti potrebbero parcheggiarvi comodamente a fianco. Stessa cosa per tutte le manifestazioni: fuori, in periferia. E per fortuna che siamo in una città piccola, dove la periferia non dista troppo dal centro.
Invece di riconoscere il Tardini come simbolo della comunità, patrimonio storico, sportivo e culturale della città; e potenziare il trasporto pubblico per muoversi in città in modo moderno ed ecologico, il Buzzi propone una qualche bella tonnellata di cemento a Moletolo. Un'opera, ovviamente, a carico della collettività che, guarda caso, farebbe guadagnare la classica carretta di soldi a qualche privato. E l'area Tardini? Diventerebbe parco pubblico, dice il Buzzi. Lo dice però adesso. Poi tra qualche anno... chissà. Visto che costruiscono ovunque è difficile pensare che tale area, così centrale e prestigiosa, non finirebbe per essere oggetto di speculazioni. Ma poi, se le cose stanno veramente così (e abbiamo molti dubbi), si lasci il verde dov'è, a Moletolo, e lo stadio dov'è, a Parma. Non c'è bisogno di toccare, spostare e cementificare nulla.
Se poi si vuole proprio spostare qualcosa, che crea tanti disagi e costi alla cittadinanza, proponiamo di delocalizzare i politici del Cemento".

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