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Lettera del presidente del quartiere Cortile San Martino sul termovalorizzatore

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Gentile Direttore, negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un vivace ed animato dibattito in merito al termovalorizzatore che Enìa realizzerà nel territorio del Quartiere Cortile San Martino, che mi onoro di presiedere. Proprio visto il diretto interessamento del territorio che rappresento, mi ritengo in dovere di rendere pubbliche alcune mie opinioni rispetto al modo in cui la discussione si è svolta nel corso degli ultimi mesi.

C’è, prima di tutto, una questione di toni, visto che da più parti è stata abbandonata la strada del confronto pacato e civile, fatto di idee ed elementi concreti, e si è intrapresa quella dello scontro frontale, fatta di attacchi diretti attraverso la logica fine a sé stessa del sensazionalismo (e mi riferisco alla gran parte degli oppositori del progetto).

Affidarsi a messaggi isolati, senza un dibattito ordinato, serio e costruttivo è altamente dannoso, soprattutto per i cittadini che sono esposti a messaggi frammentari e contraddittori, e non sono messi nelle condizioni ideali per formarsi un’idea sull’oggetto della discussione.

La soluzione, a mio avviso, è nel proseguire in quel percorso di informazione e comunicazione da parte dei soggetti interessati (Comune, Provincia ed Enìa) portato avanti sin dal 2005 e che ha avuto il pregio fondamentale di includere i Consigli di Quartiere in qualità di interlocutore diretto dei cittadini.

Vi è poi un tema centrale che è quello dei contenuti.
Bisogna continuare a parlare soprattutto di tutela della salute, di controlli e monitoraggio ambientale coinvolgendo all’interno del progetto, così come è stato già fatto in precedenza, soggetti qualificati ed autorevoli, riconosciuti a livello nazionale ed europeo.
Occorre potenziare ancora di più la raccolta differenziata, chiarendo il ruolo del termovalorizzatore come strumento di “chiusura del cerchio” che non può e non deve rappresentare in nessun momento un’alternativa alla riduzione “a monte”, al recupero e al riciclo dei materiali.

Sarebbe utile, infine, mettere i cittadini al corrente delle esperienze che stanno vivendo altre città europee (come ad esempio Vienna o Amburgo) per comprendere come questi impianti si inseriscono all’interno di un’articolata politica di gestione dei rifiuti.

Un cordiale saluto.

Giuseppe Pionetti
Presidente di Quartiere
Cortile San Martino
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Commenti (1 inserito):

Stefano Bernardi il 06 February, 2010
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Penso che sia molto difficile formarsi un'idea con le informazioni ricevute dai mass media tradizionali. Il sensazionalismo può essere eccessivo ma sicuramente porta qualcuno, anche se pochi , a cercare più informazioni. Cominciamo con il chiamare le cose con il loro nome. L'INCENERITORE se è così innocuo, perché farlo gravare su una zona già fortemente caricata a livello ambientale; nei pressi dell'autostrada vicino alla futura cogenerazione della Barilla, a pochi chilometri in linea d'aria dall'Eridania, dalla centrale dell'Edison, dalla zona industriale di San Polo, dall'aeroporto e dal nascente polo logistico che, nell'intenzione dei realizzatori accentrerà un forte traffico veicolare.
Non dimentichiamo che ci vantiamo di essere la food valley. Il fall out dei risultati dell'INCENERIMENTO come ricadrà, oltre che sul terreno, sulla nostra economia? I residui dell'INCENERIMENTO, rifiuti quelli sì fortemente tossici, dove verranno stoccati? La potenzialità dell'INCENERITORE perché è così alta se le amministrazioni, a parole, spingeranno ulteriormente la raccolta differenziata? Esistono accordi con altre amministrazioni per fare arrivare rifiuti da altre province? Nel nord Europa non mi sembra che si stiano realizzando nuovi INCENERITORI di qualsivoglia generazione. I nostri illuminati amministratori hanno valutato se ci sono (e ci sono) altri metodi di smaltimento meno impattanti dal punto di vista ambientale, più economici e che creano più occupazione? Per tornare alla locazione se l'inceneritore è così sicuro perché non farlo in zona sud città? I nostri figli perdoneranno mai la nostra miopia?

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