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Confartigianato: "I consorzi d’imprese sono un'opportunità di crescita"

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Un momento della conferenza stampa di oggi

«Il consorzio: un’opportunità di crescita per la piccola impresa»: è la convinzione di Confartigianato che da sempre sostiene e promuove questo strumento. «Crediamo fortemente che il consorzio – ha dichiarato Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese – sia l’unico modo per le pmi per arrivare a mercati altrimenti irraggiungibili. Il consorzio, inoltre, si coniuga perfettamente con lo spirito artigiano...

...perché rimane alle aziende la libertà dell’organizzazione del lavoro, non sono intaccate così le peculiarità delle singole imprese. L’accesso al credito, la possibilità di ottenere forniture a prezzi scontati, il global service e il project financing si possono ottenere e gestire solo attraverso i consorzi d’imprese. Come associazione vogliamo stare al fianco di queste strutture, promuove incontri e riflessioni, come quella di oggi, per migliorare il modo di fare impresa, perché se è vero che piccolo è bello, altrettanto vero è che l’unione fa la forza». 

Che Confartigianato promuova i consorzi emerge anche dal fatto che il primo, Parma Export, è stato fondato nel 1978. Ma oggi ce ne sono altri come Coimpa (edilizia) e Autoriparatori Parmense, il consorzio Cipea di Bologna, poi, associa oggi ben 728 imprese. Oggi molte piccole e medie imprese, che sono il vero tessuto dell’economia italiana, sono sempre più disposte a consorziarsi perché è uno dei modi per poter competere in un mercato sempre più difficile, dove i maggiori competitors sono le grandi imprese e i concorrenti esteri. Perché la sfida è quella della globalizzazione dei mercati, dell’internazionalizzazione: questo e anche il tentativo di condividere servizi o beni, acquisire grandi commesse e partecipare a gare d’appalto, spingono le pmi a cercare la strada del consorzio. 

Il fenomeno è stato affrontato da diverse angolazioni: sono emerse tante positive testimonianze da chi ha vissuto direttamente questa esperienza ma anche chi ha realizzato studi scientifici sull’argomento. Secondo Alessandro Arrighetti, professore ordinario di Economia dei settori produttivi, alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Parma «sul nostro territorio, che pure non spicca per presenza di consorzi rispetto al contesto regionale e nonostante il turn over che contraddistingue queste realtà, l’incremento del fenomeno è stato, negli ultimi anni, considerevole. Dal 2001 ad oggi i consorzi a Parma sono passati da 158 a 191, che significa un aumento del 33%. E il trend è in continua crescita, in particolare per quanto riguarda il settore agricolo e dei servizi, mentre si registra un lieve calo relativo per quanto riguarda il manifatturiero».

A Bologna le realtà consortili hanno iniziato a nascere molti anni fa e sono attualmente radicate su tutto il territorio, come ha illustrato Gianluca Muratori, presidente Cipea: «Oggi i consorzi sono in grado di fornire risposte adeguate alle imprese, che necessitano di strutture flessibili e ben organizzate per aprirsi a più ampie fette di mercato, con particolare riferimento agli appalti pubblici; ma anche alle Pubbliche Amministrazioni, che vedono in queste stesse strutture il vantaggio di costi certi, referenti unici e la possibilità di esternalizzare i servizi».
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