Centri commerciali naturali e mercati attrattivi: Ascom illustra al Comune il modello Barcellona
Centri commerciali naturali e mercati attrattivi per i negozi della zona. Ascom accompagna il Comune a visitare il modello Barcellona. La delegazione guidata dal presidente dell’ Ascom/Confcommercio Ugo Margini, e dal direttore Enzo Malanca, ha ospitato una rappresentanza del Comune. Presenti il sindaco Pietro Vignali, l’assessore al Commercio Paola Colla e quello all’Urbanistica Francesco Manfredi.
Diversi gli incontri con esponenti del Comune di Barcellona e con le associazioni che gestiscono le assi commerciali, quelle che in Italia sono conosciuti come Centri commerciali naturali. Nella città catalana, modello europeo di buona gestione del commercio, ci sono infatti 24 aree commerciali, di cui 19 Centri naturali, e 46 mercati di cui 40 alimentari. 19 di loro sono stati recentemente riqualificati o ristrutturati con investimenti totali per 50 milioni di euro. “Barcellona ha scelto la terza via, alternativa ai centri commerciali in periferia e ai negozi di vicinato in centro” ha spiegato alla delegazione il dirigente del Comune di Barcellona Fernando Gonzales. La strategia è avere attrattori come mercati e supermercati nel cuore della città, tipologie, costruite spesso all’interno di contenitori vuoti, che diventano motivo di attrazione per i negozi limitrofi: “Quando negli anni Novanta è scoppiata la crisi – dice Gonzales – ci siamo chiesti cosa fare. Abbiamo puntato sui mercati e sui supermercati quali motori del commercio, ricettori sociali ed economici, ed abbiamo vinto la scommessa”. Un po’ quello che avverrà per la Ghiaia, che dovrà essere un attrattore per buona parte del centro storico.Virtuosa anche la relazione che i commercianti hanno con i distretti, cioè i nostri Quartieri, e il Governo della città. Quattro Commissioni, composte da tecnici del Comune e da commercianti, infatti si riuniscono e decidono strategie, proposte su regolamenti, iniziative e nuove leggi: “La cultura della partecipazione è importante perché se si rema verso la stessa direzione si raggiunge prima l’obiettivo – sostiene Gonzales – La nostra è una partecipazione costruttiva e non polemica”.
I centri commerciali naturali
L’idea a Parma è già allo studio da alcuni anni ed è quella di creare un’associazione fra una serie di negozi “vicini”, e farli comportare come se fossero all’interno di un centro commerciale. Una sorta di unione che fa la forza, dove tutto viene fatto insieme: le iniziative, le promozioni, l’assistenza. Con il risultato di una riduzione delle spese e un aumento della fidelizzazione e del commercio. Una strategia accompagnata da interventi in campo viabilistico e urbano. A Barcellona sono 19 i centri commerciali naturali, fra i più importanti c’è quello di Sant’Andrea, un distretto alla periferia di Barcellona con 150mila abitanti. Qui è stata creata una società di gestione finanziata dai commercianti. A capo c’è Joan Mateu, che spiega come “i 200 associati discutano su tutto, dalle iniziative ai regolamenti, dai contratti con le banche per ottenere i migliori finanziamenti possibili fino agli interventi dei lavori pubblici”. In questo senso la caratteristica di Sant’Andrea sono le “zone 30”, dove i protagonisti sono i pedoni e le biciclette mentre le macchine hanno un’asse stradale ridotto che li costringe, anche, a velocità contenute. La società di gestione, poi, organizza altri servizi come la spesa a domicilio e i baby parking, spazi vicino ai negozi dove i genitori lasciano i bambini durante la spesa. Quindi feste e momenti di incontro anche promozionali: “E la gente è contenta – spiega Mateu – perché c’è vita, c’è socialità e quindi maggiore sicurezza fra le strade”. Banalità? Forse, ma i numeri dicono che in dieci anni le visite ai negozi del distretto sono passate da 9 a 19 milioni.
Santa Caterina
E’ un mercato esclusivamente alimentare con dentro anche pubblici esercizi, un ristorante e punti degustazione. E’ uno dei tanti motori del centro di Barcellona, siamo vicinissimi alla Sagrada Familia, con 75 banchi che espongono carne, pesce, polleria, frutta, verdura, salumi e altra merce alimentare. Il concetto è quello di integrarsi perfettamente con l’esterno dove invece si vendono prodotti “secchi”. Anche per questo mercato, che assomiglia tanto alla Ghiaia se non altro perché è luogo di incontro e di commercio, perché è stato appena ristrutturato, perché è sormontato da una vela, perché ha i punti di carico e scarico nel piano interrato e perché è valorizzato alla sua estremità da alcuni reperti romani, i risultati hanno dato ragione a chi, alcuni anni fa, ha puntato alla sua ristrutturazione. Il mercato è tecnologicamente attrezzato con il wi-fi, organizza feste, eventi eno-gastronomici, anche con cuochi famosi, e fa della responsabilità sociale (educazione alimentare, raccolta differenziata) un motivo di orgoglio e di promozione.
Vignali, Margini…
Il sindaco Vignali ha parlato di Barcellona come di una “realtà interessante che conferma il percorso intrapreso dalla nostra Amministrazione e che si concretizzerà nei prossimi mesi con progetti condivisi fra commercianti e istituzioni a sostegno della vivibilità, della socialità, della sicurezza e dell’economia della città”.
Il presidente di Ascom Ugo Margini spiega l’importanza della “conoscenza e dell’informazione come premessa di ogni scelta. Questa è la molla che ha spinto il viaggio di studio, per vedere e toccare con mano un’eccellenza europea in cui si riscontrano sinergie tra pubblico e privato, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della città”.
L’assessore al Commercio Paola Colla parla di “esperienza stimolante anche se la scala dimensionale di Barcellona non è sovrapponibile a Parma. Ci ha fornito molti spunti, idee per modellare meglio i progetti sul commercio nel territorio urbano”.
L’assessore all’Urbanistica Francesco Manfredi sottolinea che “Barcellona dimostra come sia possibile anzi auspicabile il connubio fra commercio moderno e patrimonio storico e architettonico della città, senza che questo venga sminuito nel valore. Con buona pace di chi a Parma cerca di ostacolare i nuovi progetti di riqualificazione e sviluppo commerciale, che hanno portato conseguenze positive nella città catalana”.
Il direttore di Ascom Enzo Malanca: “Parma sta affrontando come molte altre città italiane un momento di grande trasformazione urbana e sociale ed in questa trasformazione il comparto commerciale è direttamente coinvolto, a partire da progetti quali la Ghiaia che avranno una forte valenza sul centro cittadino. E’ stato quindi con uno spirito d’analisi, di critica, di confronto con una realtà evoluta e propositiva, come Barcellona, che abbiamo affrontato questa missione insieme ad un’importante rappresentanza dell’Amministrazione, con la quale nei prossimi mesi avremo modo di confrontarci proprio sulle tematiche analizzate in questi giorni”.
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