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Difesa attiva, il "modello Parma" fa scuola in regione

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L'impegno di questi anni ha condotto a diversi risultati concreti. In particolare è stato realizzato un applicativo Web-Gis (un sistema geografico informativo accessibile in rete) che consente l'inserimento in un unico database cartografico provinciale delle segnalazioni di nuovi dissesti raccolte dai vari enti, nonché dei rilievi condotti in campo da tecnici-geologi delle Comunità Montane sulla base delle segnalazioni. Questo modello sta per diventare lo standard a livello regionale per la gestione delle informazioni relative ai fenomeni di dissesto del territorio (frane e altro): l'Ufficio geologico della Regione Emilia Romagna, partendo dal lavoro condotto a Parma, ha infatti creato un nuovo Web-Gis che potrà e dovrà essere usato da tutti gli enti che in regione si occupano di difesa del suolo.
Il convegno intendeva "fare il punto" tra passato e futuro: da una parte illustrare il lavoro portato avanti con profitto dalla Provincia per tanti anni, e dall'altra presentare il suo coronamento, cioè il nuovo sistema informativo regionale che prenderà il posto di quello provinciale dopo un periodo di collaudo.
"Questo progetto, avviato al tempo della presidenza di Andrea Borri, ha prodotto esiti di grande rilievo, con la costruzione di strumenti utili e importanti", ha detto in apertura il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, sottolineando "come tutto questo rientri nel disegno del riequilibrio territoriale, che parte da un concetto valido e di prospettiva: immaginare uno sviluppo del nostro territorio che non veda aree forti e aree marginali. Sappiamo che investire sulla montagna è importante per tutta la provincia: per questa provincia non esiste prospettiva di successo di lungo periodo se non c'è un contributo di tutte le parti". Dalla Provincia, dunque, attenzione e sostegno alla montagna: "In montagna non vogliamo portare risorse a pioggia – ha aggiunto Bernazzoli - ma vogliamo agire per mantenere l'imprenditoria, incentivarla e farla crescere, per stimolare lo sviluppo imprenditoriale del nostro territorio".

"Il convegno di oggi testimonia la validità del progetto di difesa attiva, che vorremmo davvero poter estendere a tutta la realtà regionale. Un progetto che ha dato ottimi risultati per il grande impegno di chi ci ha lavorato e anche perché abbiamo tutti saputo fare squadra nei momenti difficili", ha aggiunto il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che ha ringraziato "tutti coloro che in questi anni ci hanno creduto".
Un plauso al lavoro della Provincia sulla difesa attiva è venuto dall'assessore regionale alla Sicurezza territoriale, alla Difesa del suolo e alla Protezione civile Marioluigi Bruschini: "La Provincia di Parma per tutti questi anni si è distinta per una spiccata sensibilità verso i problemi della difesa del suolo e della sicurezza territoriale. C'è stata sempre una grande collaborazione, reale e proficua. E da Parma uscì un concetto nuovo, quello della difesa attiva: non aspettare gli eventi ma cercare di fare qualcosa anche in anticipo, mettere in rete i diversi canali di finanziamento per concepire e organizzare quadri integrati di intervento. Questa filosofia è partita da Parma e ora si sta imponendo anche in altre parti della regione: è mia intenzione promuoverne l'estensione a tutta la regione", ha spiegato Bruschini, che a margine del convegno ha annunciato novità sul piano legislativo: "In Regione stiamo riprendendo il testo di legge sulla difesa del suolo che non si era riusciti ad approvare nella scorsa legislatura. L'obiettivo è avere entro un anno una nuova legge sulla difesa del suolo in ambito regionale: lì io intendo inserire indicazioni dove si fissi la difesa attiva e si diano specifiche linee di indirizzo".
Al convegno sono intervenuti il presidente della Comunità montana Parma Est Stefano Bovis, l'assessore all'Agricoltura e alla Protezione civile della Comunità montana delle Valli del Taro e del Ceno Claudio Barilli, Nicola Dall'Olio e Andrea Ruffini della Provincia, Enrico De Francesco della Comunità Montana Parma Est, Marco Pizziolo e Michele Montaguti del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia Romagna.

Il protocollo d'intesa sul rilancio delle attività forestali nel territorio montano parmense

Nel corso del convegno sulla difesa attiva è stato firmato un protocollo d'intesa per il rilancio delle attività forestali nel territorio montano parmense. A siglarlo sono stati Provincia di Parma, Comunità Montana Appennino Parma Est, Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, Consorzio Cooperative Agricole e Forestali Monte Penna, Consorzio Operai Forestali Appennino Parmense, Consorzio delle Comunalie Parmensi.
Ai fini della tutela, dello sviluppo e della valorizzazione del territorio montano parmense, i firmatari si sono impegnati a promuovere, sui territori montani di rispettiva competenza e nel rispetto delle disposizioni di legge, l'affidamento diretto a cooperative forestali locali e a loro consorzi di lavori attinenti alla valorizzazione, alla gestione e alla manutenzione dell'ambiente e del paesaggio, quali la forestazione, la selvicoltura, il riassetto idrogeologico, le opere di difesa e di consolidamento del suolo, la sistemazione idraulica, le opere e i servizi di bonifica e a verde e i relativi servizi tecnici, nonché la realizzazione e la gestione di impianti di produzione di calore alimentati da fonti rinnovabili di origine agricolo-forestale.
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