Mentre il Parma presenta il difensore Troest Morfeo firma per il Brescia
Giù il cappello, perché questa è una notizia notevole: mentre ieri a Collecchio veniva presentato il giovane difensore danese Magnus Troest, Domenico Morfeo, svincolato dopo cinque anni di Parma di cui uno vissuto non da comprimario, ma da riserva delle riserve, ha firmato un contratto biennale - sino al 30 giugno 2010 - con il Brescia e, dunque, nel prossimo campionato sarà un avversario in più per il Parma che punta alla A.
Sin qui la notizia, il piatto forte. Ma è il contorno ad essere gustoso: dal Parma della proprietà bresciana, quel Parma che l’ha lasciato a casa bocciandone i comportamenti e senza nemmeno salutarlo dopo cinque stagioni comunque da ricordare (2003-04 e 2004-05 le più memorabili, con Prandelli ma soprattutto con Carmignani), Morfeo se n’è andato proprio al Brescia, quello originale, la squadra di Corioni e Serse Cosmi che, evidentemente, hanno puntato su di lui non ritenendolo un giocatore finito. Giù il cappello, si diceva, anche per un altro motivo: ci vuole del coraggio, o quantomeno una bella sfrontatezza, nel firmare per il Brescia per uno che è cresciuto proprio nell’Atalanta e che a Bergamo ha giocato per diverse stagioni, diventando una sorta di idolo al tempo. In fondo, anche questa è una decisione molto alla Morfeo, spettacolare come certi suoi lanci in profondità.
E così, sulla strada per la serie A, il Parma troverà un avversario in più, uno che sicuramente con la proprietà crociata un po’ il dente avvelenato deve avercelo. Soprattutto per quanto accaduto in tempi recenti: nell’ultima stagione, mai - mai, proprio mai - a Morfeo è stato consentito di giocare una partita dal primo minuto. Colpe sue, senz’altro, ma attenzione: la verità, così come il torto, non stanno mai da una sola parte.
Dunque, dopo 111 presenze e 16 gol, solo per parlare di campionato, a euro zero Mimmo ha preso la strada di Brescia, percorrendo in direzione contraria una strada sin troppo battuta, ultimamente, nella direzione opposta. Non c’è che dire: chapeau, se non altro per la scelta e per tutte le dietrologie che questa implica. 100% Morfeo...
A Brescia Morfeo dovrà lanciare Caracciolo, Possanzini e l’ungherese Feczesin, incontrando come tecnico quel Serse Cosmi che di Domenico Di Carlo - uno dei tecnici con cui Mimmo ha avuto meno feeling - ha in comune solamente il taglio di capelli. Per il Parma, quando si giocherà contro la squadra lombarda, uno spauracchio vero e proprio.
Intanto, da Brescia, ecco la prima dichiarazione di Morfeo, che oggi dovrebbe sottoporsi alle visite mediche e entro domenica potrebbe aggregarsi ai nuovi compagni nel ritiro di Valdaora: «Ho lasciato il Parma non per soldi - ha detto - ma per questioni personali, e voglio ringraziare e salutare con affetto tutti i tifosi crociati per questi cinque anni. Perché Brescia? Perché c’è un progetto per andare in serie A». Il Parma è avvisato.
Lorenzo Longhi
Magnus Troest: "Brolin e Laursen mi hanno convinto a scegliere Parma"
Ieri pomeriggio, presso il centro sportivo di Collecchio, è stato presentato il giovane centrale difensivo danese Magnus Troest. Classe ‘87, capitano dell’Under 21 del suo paese, Magnus ha già raccolto la prima convocazione nella nazionale maggiore del tecnico Olsen, oltre ad aver maturato esperienza anche al di fuori del proprio paese, nelle giovanili dell’Aston Villa. Il ds Berta definisce i termini del contratto: «Abbiamo preso il giocatore a titolo definitivo dal Midtjylland e, con noi, ha un contratto di 5 anni. L’operazione è partita quattro mesi fa quando, in collaborazione con il Palermo, abbiamo visionato due centrali difensivi danesi; a noi è piaciuto Troest, che abbiamo seguito anche in nazionale. Questo sta a significare che la società ripone in lui la massima fiducia. Come Mariga l’anno passato, ha bisogno di un periodo di ambientamento, non conoscendo la lingua e non avendo mai giocato in Italia, ma essendo molto attento e sveglio, pensiamo che tale periodo non superi i due, tre mesi».
Con l’aiuto dell’interprete, il difensore ha poi parlato per la prima volta da giocatore crociato: «Sono venuto qui anche grazie ai consigli di Brolin e Laursen, che mi hanno convinto sulla validità della società e sulla bellezza della città. Avevo altre offerte in giro per l’Europa, ma il grande interesse di questa società mi ha portato a vestire la maglia crociata. Il campionato italiano l’ho seguito solo in tv. Sono molto motivato anche perchè la pressione da parte della dirigenza mi invoglia a far bene. Io sono qui per costruirmi un’esperienza che in Inghilterra non ho potuto coltivare, ed il mio obiettivo principale e riportare la squadra in serie A, guadagnandomi anche, magari, il posto fisso in nazionale»
Jonathan Belletti



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