Crociati, quando le comproprietà vanno di moda
Quindici comproprietà, delle quali almeno cinque molto pesanti: da Dessena a Cigarini, passando per Troest e Paloschi e finendo per diversi ragazzi mandati in giro per l’Italia, il mercato collezione estate 2008 del Parma ha portato il club crociato ad avere sostanzialmente un’intera squadra... a metà, per quanto riguarda la proprietà dei cartellini dei giocatori. Una scelta non casuale, per la società e il presidente Ghirardi,
una scelta che dimostra però un aspetto molto importante: il mercato del Parma è stato fatto apposta per un anno di transizione, e può a tutti gli effetti essere considerato una scommessa. Non tanto dal punto di vista tecnico, quanto da quello economico, perché la formula della comproprietà - e soprattutto le tante e pesanti compartecipazioni “libere”, ovvero nelle quali nessuna delle due società comproprietarie ha alcun diritto di riscatto sulla metà altrui - “costringe” Cagni ad ottenere immediatamente la promozione, per non rischiare di mettere il Parma nella condizione, fra dodici mesi, di essere il manzoniano vaso di coccio tra vasi di ferro.
Vediamo dunque di chiarire meglio il concetto, mettendo nel concreto, con nomi e cognomi, alcune situazioni. Le due comproprietà più pesanti riguardano Cigarini e Dessena. In teoria se ne sarebbe dovuto andare solo uno, invece adesso uno è all’Atalanta, l’altro alla Sampdoria. «Se torneremo in A potremmo riprenderli», disse ghirardi spiegando la comproprietà libera. Col Parma in A, in effetti, se ne potrà parlare, di certo potrebbe uscirne un tira e molla il prossimo giugno, specie se i due faranno bene. E, posto che entrambi difficilmente rientreranno alla base, il Parma potrebbe ottenere denaro niente male. Ma in caso di B rimarrebbe con il cerino in mano: i due a Parma non tornerebbero, la comproprietà andrebbe rinnovata o risolta, ma certo il Parma non potrebbe utilizzare, come arma per far lievitare il prezzo, il loro ritorno. Dunque, non tornerebbero i giocatori, e il club in linea teorica si troverebbe ad accettare offerte al ribasso per la metà.
Posto che andrà, entro giugno, risolta definitivamente la comproprietà di Matteini col Palermo (rinnovata a giugno), bisognerà parlare col Milan di Antonelli e Paloschi. Paloschi, costato 2,5 milioni per la metà, è un altro rischio: facesse benone in B, in A a Parma potrebbe rimanere e la comproprietà essere rinnovata. Ma col Parma in B, il rischio di perderlo - e perderci - è alto, perché il Milan deve valorizzarlo.
Curiosa anche la storia di Troest, ceduto per metà al Genoa pochi giorni dopo l’acquisto. Ancora, la sua valutazione è tutta da definire, la stabilirà la sua stagione: solo a fine stagione si potrà dire se cedere la metà ai rossoblù sarà stato un successo o un fiasco. E, soprattutto, se il Genoa lo vorrà portare in rossoblù o meno.
C’è poi una pletora di comproprietà minori: da Gasparri all’ultimo Ghinassi (acquistato a titolo definitivo dalla Pistoiese e ceduto per metà), da Moretti a Tombesi. Sarà un giugno di lavoro. Più facile in A, terribile se non sarà così.
(Lorenzo Longhi)



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