La difesa di Cagni: "A Brescia faremo la partita della vita"
Doveva essere la partita del riscatto, novanta minuti scacciapensieri e invece la sfida con il Frosinone non ha fatto altro che confermare i limiti di questo Parma. Ieri sera i gialloblù sono scesi in campo molli, hanno reagito bene nel momento del bisogno ma poi, quando è stato è stato il momento di vincere la partita, sono diventati come al solito frettolosi, disordinati e imprecisi. Ma partiamo dall’inizio, o meglio dalla fine.
Al triplice fischio finale il Tardini ha sonoramente fischiato la squadra che ha comunque deciso, con coraggio, di andare sotto la curva con un gruppetto di giocatori fra cui Lucarelli, Leon, Budel e Mariga.La Nord però, dopo le prime spiegazioni coi giocatori, ha chiesto a gran voce la presenza dell’allenatore e Gigi Cagni, senza farselo ripetere due volte, è tornato sul campo e si è diretto dritto verso la curva: «Mi hanno detto che dobbiamo fare di più, ma stasera non posso dire che i ragazzi non si sono impegnati – ha detto Cagni in sala stampa -. Posso essere fischiato io, ma non la squadra perché non lo merita dopo una partita così, stasera i ragazzi hanno dato tutto. Nella mia carriera – aggiunge il tecnico - non mi sono mai lamentato degli arbitri e in questa occasione mi limito a dire che dovranno riguardare bene come hanno diretto questa partita. Il rigore su Lucarelli nel finale di primo tempo l’hanno visto tutti, non capisco come abbiano fatto a non vederlo solo loro. Non voglio dire che l’abbiano fatto apposta, probabilmente era una giornata no, può capitare anche a loro».
Discorso arbitri a parte, Cagni difende la squadra. Sul campo il tecnico bresciano non è esattamente il ritratto della soddisfazione fatta a persona, eppure lui si dice contento della prestazione sebbene il Parma non sia piaciuto a tanti: «Alla squadra ho fatto i complimenti. Credo che questa sia stata la partita più bella che abbiamo fatto da inizio stagione, abbiamo commesso degli errori dal punto di vista tecnico ma la squadra mi è piaciuta nel modo di interpretare la partita. I tifosi sono delusi dal risultato e capisco che ci sia grande attesa e voglia di vedere la squadra vincere, ma stasera è mancato solo il risultato».
I primi fischi della Nord, a dire il vero, sono arrivati ad inizio ripresa. Giusto il tempo per vedere che tra i giocatori tornati in campo non c’era Leon, indubbiamente uno dei gialloblù più vivaci nella prima frazione di gioco. «Leon l’ho tolto perché aveva dei problemi muscolari e la curva mi ha subito fischiato» ha spiegato il tecnico bresciano allargando le braccia in segno di rassegnazione.
Lunedì ci sarà la trasferta a Brescia, una squadra che ha una situazione simile a quella della formazione crociata: «Non mi interessa se il Brescia ha dei problemi e se la partita potrebbe diventare delicata, in questo momento io guardo solo alla mia squadra. Andremo a Brescia a fare la partita della nostra vita». Parole già sentite e alle quali sono seguite brutte sorprese. Questo Parma non è ancora pronto. (ma.s.)



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