Pareggio a reti bianche tra Brescia e Parma
BRESCIA - La partita della svolta finisce con un emblematico “volemose bene”. Uno 0-0 da catalogare nella lista dei classici pareggi insipidi. D´altronde un punto ciascuno non fa male a nessuno. Eppure resta un po´ di amaro in bocca perché il Brescia era una squadra decimata dagli infortuni e nel finale Reginaldo ha avuto una clamorosa occasione per sbloccare se stesso e tutto il Parma, ma l´ha sprecata con incredibile ingenuità, come accade da un oltre un anno. Cagni e Sonetti, dunque, incassano questo punto, sapendo bene che non serve a nessuno dei due, soprattutto al Parma che non vince da quattro gare, sebbene per la prima volta in questa stagione non abbia subito gol.
E´ già qualcosa. La partita è stata brutta e avara di occasioni, anche perché i 22 in campo hanno lottato pallone su pallone, perdendo lucidità in fase di costruzione. La panchina di Gigi Cagni resta bollente, anche se lo 0- 0 gli allunga la vita, seppur momentaneamente. A questo punto diventa decisivo, per non dire fondamentale, il derby dell´Emilia di sabato prossimo con il Brescia, al Tardini. Cagni, come annunciato, cambia modulo e dal solito 4-4-2 passa ad un inedito ma prudente 3-5-2. C.Lucarelli e Paloschi formano la coppia d´attacco, mentre Budel ha compiti di regista “basso”.
A Pisanu e Castellini, invece, sono affidati compiti di grande sacrificio perché devono eseguire un doppio compito: la fase difensiva e quella offensiva. Sonetti, privo di ben otto giocatori (tra cui Caracciolo e Baronio), l´ha buttata sulla grinta e sull´ aggressività, secondo un 4-3-2-1 elastico con lo scugnizzo Savio a destra che crea sfracelli ogni qual volta parte palla al piede. I pericoli maggiori, infatti, nascono quasi tutti dalla fascia destra, dove agisce il talentuoso giocatore ugandese del Brescia. Castellini, infatti, spesso è costretto ad indietreggiare e a snaturare il 3-5-2 iniziale di Cagni che davanti alla panchina si sgola e smanaccia per tutti i 90 minuti. L´equilibrio tattico che cercava il tecnico è arrivato solo a metà, dato che il centrocampo ha giocato a corrente alterna, dimostrando una certa robustezza in fase di copertura e qualche limite di troppo nella costruzione del gioco, malgrado Budel sia il faro indiscusso. In attacco, poi, Lucarelli è troppo statico e Paloschi girovaga per il campo senza una meta precisa; i due costruiscono solo un´ occasione a testa. Poco, troppo poco. Un dato, molto singolare, conferma questa tesi: il primo calcio d´angolo il Parma lo ha battuto al 15´ della ripresa.
L´incapacità di costruire gioco e arrivare nell´area avversaria, unita alla difficoltà di contenere gli esterni di Sonetti, consigliano Cagni a ridisegnare il Parma dopo l´intervallo, tornando al 4-4-2 e inserendo Reginaldo al posto di Mariga. La scelta porta subito i suoi frutti e conferma la maggiore propensione della squadra a giocare con questo assetto: in 5 minuti Morrone e Paloschi creano il panico allo porta avversaria, anche se il gol resta utopia. Il Brescia cala col passare dei minuti denotando un peggiore condizione fisica, tant´è che Savio perde velocità, la punta Feczesin resta intrappolata nella morsa Paci-Rossi e Zambrella smette di inventare.
La qualità della partita peggiora a vista d´occhio, forse anche per un a questione di paura; paura di perdere. Passata la mezz´ora le due squadre sembrano accontentarsi del punticino, anche se serve a poco a fini della classifica, anzi anestetizza ulteriormente una situazione precaria, sotto tutti i punti di vista. Al triplice fischio finale i tifosi giunti fino a Brescia hanno applaudito, dimostrando di apprezzare lo spirito battagliero messo in campo da Morrone e soci. Di questi tempi è già qualcosa, aspettando una svolta che tarda ad arrivare.
Antonio Boellis



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