Lucarelli critica la stampa e chiede ai tifosi di "fischiare solo al 91', per il bene della maglia"
Sul campo attacca, in sala stampa difende. Lo fa attaccando anche lì, in realtà, Cristiano Lucarelli. Che, dopo il comunicato di lunedì, ha preso le difese della squadra e della società, prendendosela con un certo astio che sembra - all’interno dell’ambiente crociato - circondare il Parma, astio creato da una parte della stampa. "Faccio l’editore anche io - ha detto - e senza presunzione so che ci sono giornalisti che si distinguono per la loro correttezza o altri per l’esatto contrario".
"Così - continua il capitano - noi ci siamo presi le nostre responsabilità per quanto riguardava l’aspetto di campo, con trasparenza, perché ci sembrava che un nostro silenzio avrebbe potuto creare delle strumentalizzazioni, visto l’andazzo, perché qui c’è una rincorsa alla strumentalizzazione. Abbiamo deciso di fare un passo ufficiale, considerando che fra di voi c’è qualche benpensante, qualcuno in malafede. Ci sembrava una cosa vera, invece è stato strumentalizzato proprio il comunicato. Secondo me, se Cagni non è più il nostro allenatore, è anche colpa dei giornalisti».
Punti di vista. Lucarelli, per quanto riguarda il campo, si prende le responsabilità assieme a tutta la squadra, poi il clima ostile di «qualcuno che non ha interesse che le cose vadano bene» è un discorso che appartiene ad un’altra sfera.
C’è. nel comunicato di lunedì e nelle parole di Lucarelli ieri, un dato di campo, allora, che vale la pena analizzare, ovvero che i giocatori non sono riusciti ad applicare quello che la gestione tecnica precedente chiedeva: «Se sapessi perché non siamo riusciti a dare quello che voleva l’allenatore, ora saremmo primi a 18 punti. Il motivo è quello scritto sul comunicato, che non siamo riusciti a fare quello che l’allenatore voleva. Se avessimo saputo che fare non saremmo in questa situazione. Poi dei problemi oggettivi li avevamo, ma sul fatto che la squadra abbia dato con il massimo impegno ci metto non una, ma due mani sul fuoco».
Sostiene poi, Lucarelli, che è ancora presto «per tirare somme catastrofiche con 108 punti ancora in palio». Verissimo, ma anche un esonero, in buona sostanza, non è un modo per tirare le somme su un certo tipo di lavoro fatto sino a un certo punto?
Ancora: «Le stesse prestazioni con risultato diverso, avrebbero cambiato le vostre considerazioni. Invece con il risultato negativo, ci si allena male, non si corre, si arriva secondi, non ci sono le motivazioni, non si è sposato il campionato. Sono le motivazioni che sento da 15 anni quando le cose vanno male. Ma Il calcio è molto più difficile. A volte non si considerano degli aspetti o non si dà importanza a delle piccole cose che, vi posso assicurare che, nello spogliatoio, diventano enormi». E le critiche dei tifosi? «Io li lascio fuori da questa situazione perché secondo me quelli che pagano il biglietto hanno tutto il diritto di dire la loro. Ma a loro chiedo di fischiare solo al 91’, perché abbiamo dei giocatori che soffrono più di altri la tensione o magari la paura di sbagliare. Lo dico per il bene della maglia».
Lorenzo Longhi



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