Calcio, mutualità: la Lega di B accetta i 65 milioni offerti dalla A
Lo avevano ribattezzato “B-day”, quello di ieri, tale era l’importanza dell’assemblea della serie B che, in Lega, avrebbe dovuto decidere se accettare o meno le cifre della mutualità proposte dalla A, ovvero quei 65 milioni che - il 29 settembre - avevano scandalizzato tutti i presidenti della cadetteria, sintetizzati dalle frasi di allora di Stefano Fantinel, presidente della Triestina e del consiglio di B: «Così - disse - la B non esiste». Ne chiedeva 77, la B, che l’anno scorso ne aveva ottenuti 95. Invece, alla fine, ha avuto ragione Matarrese.
Altro che scioperi, blocco del campionato o scissione della Lega: la serie B, alla fine dell’assemblea di ieri, ha finito per accettare l’elemosina, ovvero i 65 milioni di cui sopra, Alla cifra vanno aggiunti i 7 milioni di Sky garantiti dall’accordo con l’advisor Infront e l’autotassazione da 2,5 milioni di euro per ogni club che dalla B salirà in serie A, per un totale di altri 7,5 milioni (e se a salire sarà una delle squadre retrocesse la scorsa stagione lascerà alla B appunto una parte del paracadute stesso) che, sommati, daranno alla B quasi 80 milioni totali. La cadetteria, insomma, alla fine ha ceduto ed ha accettato tutto.
LA GIORNATA E così, se all’ingresso Riccardi, dg del Piacenza, se ne era uscito con un «non vedo futuro per la B, non sono ottimista», lasciando immaginare un muro contro muro, al termine ecco Aldo Spinelli, presidente del Livorno, spiegare alla stampa di aver «dimostrato grande compattezza anche se la cifra è decisamente inferiore a quella precedente. Ci saranno dei club che faranno molta fatica ad andare avanti e avranno magari bisogno di un aumento di capitale sociale. Sciopero? No. Avremmo dato un segnale troppo negativo in un momento già molto difficile». 65, più 15, e farseli bastare. «Oggi siamo tutti vincitori - ha detto Gianfranco Andreoletti, presidente dell’Albinoleffe e vice presidente di Lega per la B - perché è chiaro che in questo momento difficile a livello economico la decisione dei dirigenti di B è una scelta di responsabilità sebbene all’inizio sembrasse un soppruso. Certo ci auspicavamo qualche apertura in più, ma così non è stato e abbiamo cercato di prendere atto e di capire le difficoltà. Adesso dobbiamo fare di necessità virtù». Il presidente di Lega Matarrese, poi, ha apprezzato lo sforzo della B. «Con grande soddisfazione - ha detto - prendo atto che i presidenti della serie B hanno deciso di non bloccare il campionato, usando grande senso di responsabilità. Ma la partita non finisce qui, perché i problemi della serie B certo non si risolvono con la mutualità.
GHIRARDI In Lega non c’era, il presidente Ghirardi, ha mandato il direttore organizzativo Di Taranto. Ma, a Collecchio, ha commentato la decisione: «E’ stato un segnale di grande responsabilità. Abbiamo accettato, sebbene senza entusiasmo, la proposta che ci è stata fatta dalla A, modificando qualcosa al nostro interno. La novità grande è che le tre squadre che andranno in serie A dovranno lasciare agli altri club una parte del paracadute ricevuto quando sono retrocesse; oppure ci sarà un costo fisso di sette milioni e mezzo, perciò due milioni e mezzo a testa, che dovranno lasciare come pegno alla B, anche se per me non è logico che un club che vince il campionato venga penalizzato economicamente. Ci saremmo aspettati maggiori risorse, interventi di qualcuno tipo Federazione o Governo, viste le difficoltà». Ma non è stata così.
TAVOLO FIGC Il problema resta: da oggi, a Roma, ci sarà un tavolo di concertazione. A margine del consiglio della Figc, Andreoletti, Stirpe e Fantinel, assieme a Matarrese, incontreranno il presidente della Figc Abete e quello dell’Aic Campana. Si parlerà di tutto questo, si cercherà qualche aiuto. La strada è lunga, i problemi restano tanti.
Lorenzo Longhi



del.icio.us
Digg
OkNotizie
Commenti (0 inserito):
Inserisci il tuo commento