Tabù sfatato, il Parma espunga Mantova
Cinquecentocinquantadue, un numero scritto in lettere così da renderlo ancora più impresso nella mente: sono i giorni che il Parma ha dovuto attendere per tornare a conoscere il sapore di una vittoria esterna. L’ultima volta era accaduto il 22 aprile 2007 a Palermo, e quella data da ieri può essere cancellata: a più di un migliaio di chilometri di distanza, a Mantova, a oltre un anno e mezzo dall’ultima volta, e in serie B, i crociati sono finalmente riusciti a spezzare l’incantesimo.
Al Martelli ieri è finita 1-3, un successo esterno che consente al Parma di arrivare alla partita di martedì contro la Triestina con la consapevolezza di aver ottenuto il secondo successo consecutivo, altro aspetto che da queste parti non si vedeva da diversi mesi.
Certo, non è stato tutto facile, ieri. Non tanto per la qualità del gioco, o per una partita che ha visto il Parma dimostrarsi superiore anche quando si è trovato in svantaggio, quanto piuttosto perché - va detto - diversi episodi hanno rischiato di cambiare l’inerzia di una gara che sotto l’aspetto puramente di campo ha avuto una protagonista assoluta. “Teribbile”, come direbbero a Roma 1, la sua sezione arbitrale, la direzione di Lori, ma pessime sono state anche le segnalazioni degli assistenti Papi e Niccolai, capaci di invertire di segno (nell’una o nell’altra direzione) tutte le decisioni fondamentali della partita. Due gol annullati al Parma ben più che discutibili, la rete del Mantova in fuorigioco, un erroraccio anche il rigore fischiato contro il Mantova. Eppure, per quanto disastrosa, la terna non è riuscita a mettere i bastoni fra le ruote del miglior Parma stagionale, un Parma capace di rimontare lo svantaggio iniziale siglato da Caridi (complice una mezza dormita della difesa) e di rimanere freddo - il Parma inteso come squadra, non Guidolin - nel momento topico, quel primo quarto d’ora della ripresa davvero devastante.
In svantaggio, e dopo l’espulsione di Guidolin avvenuta nell’intervallo, il Parma è rientrato in campo con una voglia di riscatto e una fame che non si vedevano da tempo immemore. Per intenderci, e fatte le dovute proporzioni (molto evidenti, sia chiaro), i crociati rientrati in campo nella ripresa hanno fatto quello che, settimana scorsa, ha fatto l’Inter con la Roma all’Olimpico. Cosa? Semplice: hanno sfruttato un tasso tecnico assai superiore e una grinta inedita dando l’impressione di poter colpire in qualsiasi momento. E l’hanno fatto: con Zenoni prima, con il rigore di Lucarelli poi (al di là del penalty inesistente, il Parma si era portato subito in area senza accontentarsi) e infine con Reginaldo che ha chiuso l’incontro. E, a quel punto e nonostante tutto, il Parma nemmeno si è fermato, anche se poi il punteggio è rimasto il medesimo. E poco importa che Guidolin allenasse dalla tribuna, via telefonino, comunicando con Bortoluzzi e Melli, e nemmeno che il tecnico biancorosso Brucato non ne azzeccasse più una. Davvero: com’è lontana, ma com’è vicina oggi, quella Palermo di Ranieri.
Lorenzo Longhi
MANTOVA - PARMA: 1-3
Marcatori: 10'pt Caridi, 4'st Zenoni, 14'st C. Lucarelli (rig), 16'st Reginaldo
MANTOVA (3-4-3): Handanovic; Fissore, Sacchetti (18'st Salviato), Cristante; Tarana, Spinale (v.c.) (22'st Sedivec), Passoni, Balestri; Marchesetti (11'st Grauso), Godeas, Caridi.
Allenatore: Brucato
A disp.: Bellodi, Venitucci, Rizzi, Corona.
PARMA (3-5-2): Pavarini; Paci, A. Lucarelli, Rossi; Zenoni, Morrone (v.c.), Budel, Leon (25'st Mariga), Castellini; C.Lucarelli (44'st Paloschi), Reginaldo (31'st Kutuzov).
Allenatore: Guidolin
A disp.: Pegolo, Troest, Antonelli, Paponi
Arbitro: Sig. Ciampi di Roma 1
Espulsi:45'pt Guidolin
Ammoniti: 42'pt Leon, 13'st Sacchetti
Angoli: Mantova 5, Parma 8



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