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Traversetolo incorona il suo campione, Adriano Malori

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Quarant’anni dopo Vittorio Adorni, Parma festeggia il suo nuovo campione del mondo, il traversetolese Adriano Malori. Nella giornata di sabato 25 ottobre, presso il Palazzetto dello Sport, il Comune di Traversetolo ha consegnato al suo campione il premio Vittoria Angolare d’oro, la maggiore onorificenza che riconosce ai propri cittadini che hanno portato con onore il loro nome e quello del loro paese nel mondo.

Presenti le autorità locali, il sindaco Alberto Pazzoni, e l’assessore allo sport Nicola Brugnoli, non potevano mancare Leonardo Levati, presidente della commissione tecnica regionale, il presidente del Coni Gianni Barbieri, Celestino Salami, presidente regionale della federazione, Daniela Isetti, consigliere del Coni, il campione del mondo Vittorio Adorni, presente anche in veste di attuale assessore allo sport del comune di Parma, e altri numerosi nomi del mondo dei professionisti.

A rendere omaggio ad Adriano Malori anche tanti traversetolesi, ed il suo personale Fans Club di Basilcanova.

Un premio sicuramente meritato, quindi, quello ricevuto sabato, dopo una stagione foriera di grandi soddisfazioni, come il primo posto al Campionato regionale Veneto a S.Vendemmiano -ricordiamo infatti che la sua squadra, la Filmop Ramonda Bottoli, è appunto veneta- quindi la vittoria come campione italiano a Montichiari, il Campionato europeo a Stresa, la vittoria in Francia dove ha dato il meglio di sé arrivando primo contro i professionisti, per quanto riguarda la cronometro; quindi la tappa alla Due Giorni Marchigiana a Castelfidato e il podio a Montecassiano.

La più grande vittoria, però, rimane quella di Varese, dove ha potuto indossare l’ambita maglia di Campione del mondo.

Ma la Vittoria Angolare non gli è stata conferita solo per i meriti sportivi, bensì anche per gli alti valori di Adriano, che pratica lo sport con etica e moralità, e con una grande considerazione per la famiglia -tutti abbiamo visto sugli schermi televisivi l’abbraccio con i genitori a Varese- , e che ha dato prova di grande maturità declinando le offerte di diventare professionista e scegliendo di rimanere nella categoria dilettanti per poter continuare a crescere, mettersi alla prova e migliorarsi ancora.

Un ragazzo con la testa sulle spalle, come si suol dire, che ama il suo paese e  conscio dell’influenza che può avere sui giovani si è prestato come testimonial della sezione Avis comunale, e che proprio sabato ha donato al comune la maglia di campione del mondo, lasciando intendere che è lui a dover ringraziare più che essere ringraziato, e, come ha detto lui stesso “…non posso promettere niente per l’anno prossimo, posso solo sperare che vada al meglio e non deludervi mai”.

Non sono mancati i ringraziamenti, che ha rivolto ai genitori in primo luogo, al direttore sportivo Mirko Rossato, con cui ha lavorato parecchio per raggiungere gli importanti obiettivi di questa stagione, e Gilberto Zaccarelli, che per quattro anni è stato il suo allenatore quando ancora il ciclismo per lui era poco più di un gioco, e che gli ha insegnato ad amare e a rispettare questo sport fino in fondo.

 

Lisa Falletta 

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