Giuseppe Rossi, un predestinato in maglia Azzurra
Vederlo cantare l’inno di Mameli è stata una strana sensazione. Quando le telecamere gli hanno riservato il canonico primo piano è stato ancora peggio. Attimi in cui nella mente di ogni tifoso del Parma sono passati in sequenza una marea di pensieri e ricordi. E forse anche un pizzico d’orgoglio, perché Giuseppe Rossi lo consideriamo tutti un po’ parmigiano. D’altronde il curriculm del ragazzo nato a Teaneck, Stati Uniti, parla chiaro, perchè a soli 16 anni arrivò nel settore giovanile gialloblù ...
... vinse uno scudetto con la squadra Allievi allenata da Carlo Regno, per poi decollare nel Manchester United e ritornare nuovamente a Parma (9 reti in 19 partite), come in un romanzo, regalandoci una salvezza che ha del miracoloso.
Ieri ad Atene, Rossi ha disputato la sua prima partita da titolare nella Nazionale di Marcello Lippi. Italia-Grecia 1-1 (gol di Ghekas e Toni). Considerando l’età, 21 anni, Giuseppe ha bruciato tutte le tappe, peccato sia mancato il gol (sfiorato in due occasioni) a festeggiare il grande evento Azzurro, anche perchè così aveva fatto alla sua prima apparizione con il Manchester United, il Parma e quest’anno anche con il Villareal, la squadra che in estate ha bruciato la concorrenza e lo ha acquistato per una cifra di poco superiore ai 10 milioni di euro.
Anche in Spagna sta spaccando il mondo dato che ha segnato la bellezza di sei gol nelle ultime sette partite. Un fenomeno che lo stesso Lippi ha voluto elogiare pubblicamente: «E’ maturo, è pronto, è giovane, ma ha già giocato in tre campionati di livello. Ha grandi qualità tecniche, è giusto che giochi subito con i grandi». Parole che a Parma abbiamo sentito e risentito centinaia di volte, fino alla nausea; fino a quando il presidente Tommaso Ghirardi ha cercato di acquistarlo. Fino al giorno della rassegnazione, dunque, quando Rossi e il Parma si sono detti addio. Delusione e soprattutto rabbia, perché per uno così bisognava fare follie. Follie che quest’estate proverà a fare la Juventus di Ranieri, che lo conosce troppo bene, anche se il prezzo del suo cartellino è lievitato in modo impressionante.
Gabriele Zamagna, attuale consulente tecnico del Parma, è quello che lo ha scoperto, coccolato e riportato in Italia nel gennaio del 2007, con un blitz a casa Ferguson che è pieno di romanticismo. Un’impresa che Zamagna ricorderà a vita, anche perchè quelli erano i tempi in cui non c’era una società, se non un amministratore straordinario come Enrico Bondi. «Vederlo in nazionale - spiega Zamagna - mi riempie di orgoglio. E’ il giusto premio per le sue grandi qualità tecniche e morali. Ha solo 21 anni e non si è mai montato la testa. E’ un talento naturale, in tutti i sensi e ha davanti a se un futuro fantastico. Quando vedi un giocatore così, basta poco per rendersi conto che diventerà un campione. La speranza è che torni presto in Italia, anche se oggi la sua valutazione è triplicata rispetto ad un anno fa; credo che il suo cartellino valga intorno ai 30 milioni. Ci siamo sentiti martedì sera e mi sono complimentato per quello che sta facendo. Devo anche aggiungere - conclude Zamagna - che la famiglia (il padre Fernando lo segue ovunque, mentre la madre e la sorella continuano a vivere in America ndr.) ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita e maturazione».
Antonio Boellis




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