L'avvocato di Saladino: tutta colpa dei medicinali
"L’hanno curato come se fosse un paziente psichiatrico, ma lui non lo era e per questo avevo chiesto di ricoverarlo in un ospedale civile, ma è stato tutto inutile". Sono le parole del legale della famiglia Saladino, l'avvocato Letizia Tonoletti. La direzione del carcere di Parma dove è deceduto Giuseppe Saladino (32 anni, professione elettricista) parla di arresto cardiaco. La Procura di Parma ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. "I medicinali prescritti all’ospedale psichiatrico, che Giuseppe ha continuato regolarmente ...
... a prendere anche dopo aver lasciato la struttura, potrebbero aver avuto avuto un peso nel decesso" ha aggiunto il legale della famiglia di Saladino, il 32enne con problemi di droga e arrestato il 6 ottobre scosso mentre cercava di rubare le monentie all'interno di un parcometro. Quando è stato arrestato nuovamente, la notte tra venerdì e sabato, l'uomo stava passeggiando per strada insieme alla fidanzata pur essendo agli arresti domiciliari (poche ore dopo Giuseppe Saladino è morto in carcere). Al momento le ipotesi scartate dagli inquirenti, ma anche dall'avvocato Tonoletti, sono quelle di un presunto pestaggio o di presunti maltrattamenti ricevuti nel carcere. I radicali hanno chiesto al ministro Alfano un’ispezione nel carcere di Parma, anche se non sarà semplice capire cosa è successo quella notte. "Mio figlio era sano, me l’hanno ridato morto. Non era un assassino, solo un ladro di polli. Mi devono spiegare perché l’hanno mandato nell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia; è lì che me l’hanno rovinato. Quando l’ho rivisto - spiega la madre del 32enne - era sempre intontito, come assente".Vota questo articolo
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Commenti (2 inserito):
sono stata molto chiara con tutti i giornalisti che mi hanno interpellato:
- non conosciamo ancora le cause della morte di Giuseppe;
- è stato chiesto al medico legale di stabilire se il decesso trova la sua causa nell'assunzione di farmaci o sostanze;
- ritengo che, allo stato, questa sia la via più accreditata per fare luce su questa triste storia
- prima della detenzione nei confronti di Giseppe non era stata formulata alcuna diagnosi psichiatrica
- conseguentemente chiesi che il periodo di osservazione fosse svolto presso un ospedale civile invece che presso l'ospedale psichiatrico giudiziario, struttura che ritenevo inadatta ad un ragazzo che per la prima volta manifestava sintomi di disagio psichico.
avv. Letizia Tonoletti
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